Nick Maroutsos, Co-Head of Global Bonds, spiega che mentre il pacchetto fiscale COVID-19 promulgato a fine marzo dal governo statunitense è mirato correttamente ai lavoratori e alle piccole imprese, permane il rischio di insolvenza e potrebbero essere giustificate ulteriori azioni.

   Punti salienti:

  • La risposta fiscale al COVID-19 dovrebbe aiutare direttamente le piccole imprese e i lavoratori colpiti più duramente dalla pandemia a causa della liquidità limitata.
  • Pur accogliendo favorevolmente questa legislazione insieme al rapido intervento della Fed per calmare i mercati finanziari, siamo convinti che il rischio di insolvenza sia ancora presente e che saranno eventualmente necessarie nuove azioni delle autorità.
  • La liquidità è stata ampiamente recuperata ed è ancora abbondante nelle grandi società, ma vediamo vari modi in cui gli stress nell'economia reale potrebbero pesare ulteriormente sui mercati finanziari.

Con una risposta bipartisan e relativamente rapida, il governo degli Stati Uniti ha promulgato un pacchetto da 2 trilioni di dollari, mirato alle dislocazioni economiche provocate dalla pandemia di COVID-19. Mentre azioni precedenti della Federal Reserve statunitense (Fed) si erano concentrate sull'alleviare l'illiquidità nei mercati finanziari, questo pacchetto mirava ai lavoratori e le piccole imprese nazionali destinati a risentire più duramente del drastico rallentamento dell'attività economica. Abbiamo accolto con soddisfazione queste mosse, ma siamo convinti che sia l'economia che i mercati finanziari ancora non siano fuori pericolo. Il rischio di liquidità è diminuito dopo le recenti azioni della Fed, ma il rischio d'insolvenza permane poiché le imprese - grandi e piccole - cercano di adempiere ai propri obblighi in un contesto dell'economia ancora incerto.

Qualcosa per tutti - quasi

Il pacchetto convertito in legge include pagamenti diretti a persone e famiglie, un'espansione dell'assicurazione per la disoccupazione, prestiti a piccole imprese e aiuti a città e stati. Sono inclusi anche prestiti e interventi diretti per linee aeree e supporto per ospedali. Complessivamente, siamo convinti che il pacchetto miri sufficientemente a segmenti dell'economia per i quali l'impatto del COVID-19 è stato più diretto. La quota destinata a piccole imprese e lavoratori non è notevole, considerando che - a differenza del settore delle grandi imprese - questi gruppi tendono ad avere una liquidità limitata. Considerando che le piccole imprese costituiscono quasi metà dell'attività economica statunitense e - in un quadro diverso - i consumi personali comprendono circa il 70% del prodotto interno lordo (PIL), secondo noi è giusto rimediare a carenze di liquidità in queste aree.

Basarsi sulle azioni della Fed

Negli ultimi anni, le banche centrali di tutto il mondo hanno sottolineato che la politica monetaria da sola non può risolvere tutti i problemi dell'economia, e che anche i governi devono contribuire attivamente con politiche fiscali favorevoli alla crescita. Con il dispiegarsi della crisi di COVID-19 nelle ultime settimane, ci siamo nuovamente preoccupati che la risposta fiscale possa arrivare con un leggero ritardo, e non essere del tutto sufficiente dal punto di vista monetario. Fino ad ora, gli interventi messi in atto sono stati corretti, sia sul fronte monetario che su quello fiscale; il primo sbloccando i mercati, il secondo con iniezioni di liquidità e altre forme di supporto - per un totale intorno al 10% del PIL - nell'economia reale.  Tuttavia, considerando che questo è praticamente senza precedenti per quanto riguarda rapidità e portata globale, siamo convinti che i rischi permangano, e molto dipenderà dalla rapidità con cui si materializzerà un contenimento sostenuto del virus. Di conseguenza, non crediamo che le azioni della Fed o delle autorità fiscali possano considerarsi finite. La scala delle azioni future sarà determinata dalla durata della crisi.

Insolvenze inevitabili

Nonostante l'importanza di questa legislazione, alcune insolvenze saranno inevitabili. La distruzione di utili e salari significa che chi non dispone di riserve consistenti - che si tratti di famiglie o di imprese - non potrà adempiere a tutti i propri obblighi finanziari. Potenzialmente, ciò potrebbe mettere i politici nell'imbarazzante posizione di dover scegliere tra vincitori e perdenti, qualora la crisi duri a lungo e i sussidi comincino a prosciugarsi.  Nell'ultimo decennio molte società sono sopravvissute non per merito di una buona capacità della generazione di cash flow, ma grazie alla possibilità di accedere al credito a condizioni favorevoli. Queste società potrebbero essere quelle maggiormente a rischio qualora i politici adottassero come criterio per continuare a fornire supporto la loro capacità di continuare a svolgere la propria attività.

Contagio del mercato

Molte società possono contare su un'ampia liquidità e negli ultimi giorni i mercati si sono calmati. Il rischio d'insolvenza tuttavia dovrebbe continuare ad essere prioritario per gli investitori. Benché la fonte siano famiglie e piccole aziende, siamo convinti che esistano meccanismi di trasmissione per trasformare questi problemi "reali" dell'economia in problemi del mercato finanziario. Varie forme di credito per i consumi sono state confezionate come prodotti cartolarizzati. Le loro prospettive dipendono dalla durata di questa crisi, da cambiamenti del comportamento dei consumatori sulla sua scia e dall'eventualità che non si recuperino tutti i posti di lavoro persi recentemente. Analogamente, società fortemente indebitate e concentrate sui consumi potrebbero andare incontro a tensioni in un'economia post-COVID-19.

Accogliamo favorevolmente le azioni intraprese dalle autorità, tuttavia i profili di rischio e rendimento di varie asset class dipendono da come continueranno ad evolversi questi eventi senza precedenti, e quali imprese dimostreranno di avere la resilienza e adattabilità necessarie per superare la crisi.