Il gestore di portafoglio, Marc Pinto, spiega l'importanza di un approccio equilibrato all’investimento nelle varie asset class​.

Agli occhi di molti investitori un fondo “buy and hold” bilanciato che offre esposizione sia ad azioni che ad obbligazioni potrebbe non sembrare la scelta più allettante. Eppure, con la volatilità tornata ad aumentare sui mercati - più di recente con le profonde oscillazioni sul fronte azionario a ottobre 2018 - una strategia flessibile e diversificata non solo a livello di titoli, ma di intere asset class, può rappresentare uno strumento prezioso. A nostro avviso, un tale fondo potrebbe rivelarsi utile per gli investitori a lungo termine in cerca di esposizione alle azioni per soddisfare le proprie esigenze pensionistiche, ma preoccupati al contempo di rimanere intrappolati in quelle stesse posizioni nei periodi di difficoltà dei mercati.​

L’alta marea solleva tutte le barche: ma cosa accade quando le acque si ritirano?

Le quotazioni azionarie negli USA sono aumentate cavalcando l’onda del quantitative easing, di una politica monetaria accomodante e di un’economia relativamente fiorente, in quella che è stata una fase di rialzo piuttosto prolungata. In questo periodo, i fondi passivi che replicano degli indici, come gli exchange traded fund (ETF), la cui allocazione si basa sulla ponderazione di un titolo in un indice, hanno assicurato alle società di grandi dimensioni la quota preponderante degli investimenti. Ciò ha contribuito ad alimentare ulteriormente i prezzi azionari di una rosa ristretta di realtà tecnologiche mega-cap, come Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google (Alphabet), note collettivamente con il nome di FAANG. Pur essendo positiva in periodi di slancio economico, questa situazione potrebbe diventare controproducente se il sentiment dovesse cambiare, ovvero se la tendenza si invertisse, con un conseguente grave impatto sui prezzi azionari.

Grafico: le società tecnologiche mega-cap hanno sottoperformato lo S&P500 nelle ultime settimane

Fonte:  Thomson Reuters Datastream, dal 28 settembre 2018 al 27 novembre 2018. Ricalcolato su base 100 al 28 settembre 2018. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

Sebbene questi dati sulle performance vadano analizzati nel contesto del notevole aumento dei prezzi azionari osservato negli ultimi anni dalle società FAANG, servono comunque a spiegare una questione. Muoversi come sonnambuli in periodi di volatilità è un errore che i mercati finanziari hanno commesso spesso. Piuttosto che investire nel momentum, noi gestori di Janus Henderson Balanced Fund cerchiamo un equilibrio strategico fra azioni e obbligazioni, dove il mix cambia a seconda delle condizioni di mercato.  Apportare modifiche deliberate all’asset allocation è una tecnica importante di cui disponiamo per incrementare l’esposizione o ridurre il rischio sul fronte azionario e del reddito fisso.

Investimenti guidati dall'analisi fondamentale

Tutti i nostri investimenti si basano su un'analisi fondamentale condotta dai nostri team azionari e obbligazionari profondamente integrati. Sul fronte azionario cerchiamo società capaci di generare liquidità, con cash flow in aumento e disposti a restituire parte di tali proventi agli azionisti. Vogliamo includere nel portafoglio titoli convincenti, che offrano al contempo una buona diversificazione. Come si suol dire, preferiamo "non mettere tutte le uova in un paniere". Quanto al reddito fisso, preferiamo le obbligazioni investment grade e a più alto rendimento in periodi di espansione economica, mentre ci orientiamo maggiormente verso il debito governativo quando l'incertezza prende il sopravvento. Ciò che rende la strategia davvero diversa è questa sua flessibilità, che ci permette di spostare l'equilibrio del fondo in diverse asset class per assumere un atteggiamento difensivo quando riteniamo che le condizioni di mercato siano destinate a peggiorare. Riteniamo che questa strategia offra gli strumenti perfetti a cogliere le eventuali opportunità future, ma anche a ridurre il rischio se necessario.