Quest’anno i titoli delle small e mid cap biotecnologiche attraversano la fase peggiore di sempre in termini di sottoperformance relativa. Il gestore di portafoglio Andy Acker illustra le ragioni alla base della battuta d’arresto rimanendo comunque ottimista su una solida ripresa del segmento.

In sintesi:

  • L’indice S&P 500 e il settore sanitario hanno fatto segnare incrementi a due cifre nel 2021, per contro i titoli delle small e mid cap biotecnologiche attraversano una prolungata fase ribassista.
  • Riteniamo che i recenti fattori negativi siano in gran parte transitori e non compromettano il potenziale di crescita a lungo termine del segmento.
  • Al contempo, la flessione ha comportato una riduzione delle valutazioni che a nostro avviso potrebbe collocare i titoli biotech nella posizione ideale per un consistente rimbalzo.

Da gennaio i titoli del comparto sanitario in seno all’S&P 500® e l’indice nel complesso hanno registrato rendimenti a due cifre. Tuttavia, all’interno del settore healthcare, l’andamento del comparto biotech - in particolare dei titoli small e mid cap - è stato molto meno incoraggiante.

Sino al 26 agosto l’indice SPDR S&P Biotech ETF (XBI) aveva perso l’8,6% a fronte di rialzi del 20% circa per il comparto sanitario e per l’indice S&P 5001 (l’XBI funge da benchmark alternativo per le PMI biotech2). Se analizziamo la performance dai massimi settoriali dell’8 febbraio, c’è ben poco da stare allegri: l’XBI ha ceduto poco più del 26% mentre il comparto tecnologico e l’S&P500 sono avanzati rispettivamente del 17,3% e del 15,1%3.

Figura 1: Fase ribassista nel segmento biotech

Da febbraio le azioni delle small e mid cap biotecnologiche hanno nettamente sottoperformato l’S&P 500 e il settore sanitario.

article-image_beating-the-Biotech-blues_chart01_IT

Fonte: Bloomberg. Dati dall’8 febbraio 2021 al 26 agosto 2021. Indici aggiornati a 100 all’8 febbraio 2021.

La sottoperformance dell’XBI rispetto a mercato azionario e settore sanitario nel complesso è la più marcata dal lancio dell’ETF nel 2006. La flessione – a tutti gli effetti un mercato ribassista (definito come una perdita pari o superiore al 20%) – potrebbe rivelarsi una delle più lunghe della storia dato che dura da 139 giorni di contrattazione, quasi il triplo rispetto alla fase ribassista media dell’XBI4.

Le ragioni alla base della sottoperformance

La flessione del comparto biotech appare ancor più preoccupante se paragonata all’esperienza del 2020 quando gli investitori hanno premiato le società impegnate nello sviluppo di cure e vaccini contro il COVID-19 e l’entusiasmo per medicinali dall’efficacia ancora incerta sembrava non avere limite.

Tuttavia, all’inizio del 2021 si è registrata una netta inversione del sentiment nel segmento. Da un lato, gli investitori hanno iniziato a vendere i titoli growth con duration lunga come quelli biotech, in favore di asset esposti alla ripresa economica. Inoltre, gli operatori di mercato hanno preferito le azioni di qualità elevata delle large cap a scapito dei titoli di società più piccole caratterizzate da una minore liquidità. Dall’altro, la decisione della U.S. Federal Trade Commission di monitorare attentamente le recenti operazioni di M&A in ambito farmaceutico ha smorzato gli entusiasmi verso nuove operazioni e al contempo sono riemersi i timori circa la riforma sul prezzo dei farmaci poiché i Democratici al Congresso erano alla ricerca di metodi per finanziare un ambizioso piano di spesa. Infine, l’avvicendamento ai vertici della Food and Drug Administration (FDA) ha creato un vuoto nel processo decisionale dell’ente, in un momento in cui l’agenzia riceveva numerose richieste di approvazione di farmaci contro il COVID-19; di conseguenza ci sono stati ritardi nelle revisioni e decisioni inattese sul fronte normativo.

Grandi perdite, grandi rimbalzi

Alla luce del rischio intrinseco e delle tempistiche prolungate necessarie per lo sviluppo di un farmaco, il segmento biotech non è nuovo a fasi di volatilità. Fortunatamente però consistenti rimbalzi possono susseguirsi a cospicui ribassi. Nel 2015-2016 l’XBI ha sottoperformato l’S&P 500 del 35% (il secondo maggior divario di performance di sempre) in parte a causa di un tweet dell’allora candidata alle presidenziali USA Hillary Clinton, che aveva condannato l’eccessivo rincaro dei prezzi dei farmaci biotech5. Dai minimi del 2016 ai massimi di quest’anno l’XBI ha generato una performance di oltre il 280% (cfr. figura 2).

Figura 2: Rimbalzo dei titoli biotech

Dopo il netto sell-off del 2015-2016 le azioni delle small e mid cap biotecnologiche hanno evidenziato incrementi consistenti raggiungendo i massimi storici a febbraio 2021.

article-image_beating-the-Biotech-blues_chart02_IT

Fonte: Bloomberg. I dati si riferiscono al rendimento totale del’ SPDR S&P Biotech ETF (XBI). La fase ribassista è compresa tra il 17 luglio 2015 e l’’11 febbraio 2016. La fase rialzista è compresa tra l’11 febbraio 2016 e l’’8 febbraio 2021.

La nostra opinione sul segmento biotech

Non possiamo prevedere la conclusione di questa flessione che interessa il comparto biotech. Tuttavia, crediamo che i fondamentali alla base delle interessanti opportunità di crescita nel segmento siano intatti. Le società biotecnologiche small e mid cap sono alla guida di alcuni dei progressi più entusiasmanti nella ricerca medica, p.e. in relazione a terapie geniche, biopsia liquida, oncologia di precisione e anticorpi artificiali. Molti di questi farmaci hanno il potenziale per rivoluzionare gli standard di cura dei pazienti con il conseguente netto miglioramento di tassi di sopravvivenza e qualità della vita.

In giugno, ad esempio, Intellia Therapeutics ha reso noti i primi dati positivi sui trial clinici per l’editing genomico in vivo, un processo che consente di modificare un punto specifico del genoma umano dall’interno del corpo. Con una sola iniezione Intellia è riuscita a ridurre dell’87% in media la concentrazione di una proteina pericolosa nei pazienti affetti da una malattia ereditaria mortale. Siamo ancora nelle fasi iniziali ma si tratta di un risultato di rilievo che lascia presagire il potenziale enorme delle terapie basate sull’editing genomico.

Al contempo, i titoli biotech scambiano attualmente ben al di sotto delle medie di lungo periodo (cfr. figura 3) per via delle problematiche descritte in precedenza. Siamo comunque dell’idea che i fattori negativi abbiano carattere temporaneo. La nomina del commissario dell’FDA dovrebbe garantire una maggior coerenza in ambito normativo. E i progressi verso l’approvazione del piano di investimenti infrastrutturali e di altre misure di stimolo negli USA dovrebbero contribuire alla riduzione dell’incertezza circa il prezzo dei farmaci. A tal proposito, vogliamo rimarcare che l’amministrazione Biden ha sostenuto costantemente la ricerca biomedica e riteniamo che tale fattore avrà un peso in caso di tentativi di riforma. In particolare, alla luce dell’enorme contributo offerto dal segmento nella lotta alla pandemia da COVID-19 e dell’incremento degli investimenti in ambito biotech in Cina.

Figura 3: Calo delle valutazioni dei titoli biotech

Il rapporto prezzo utili (P/E) prospettico per il titolo biotech standard si attesta ben al di sotto della media di lungo periodo del segmento e dell’S&P 500.

article-image_beating-the-Biotech-blues_chart03_IT

Fonte: Bloomberg, dati dal 30 settembre 1992 al 31 luglio 2021. Dati trimestrali ad eccezione di quelli riferiti a luglio 2021 e basati su stime di utile a 1 anno. Il rapporto prezzo/utili (P/E) misura il corso azionario di uno o più titoli all'interno di un portafoglio rispetto all'utile per azione.

Nel caso degli investimenti in ambito biotech la volatilità “è il prezzo da pagare” ma rimaniamo ottimisti in un’ottica di lungo periodo. Infatti, a drawdown significativi possono fare seguito recuperi consistenti. In agosto Pfizer ha annunciato l’acquisizione di Trillium Therapeutics, società biotecnologica canadese attiva nello sviluppo di farmaci per i tumori del sangue, per quasi USD 2,3 miliardi, vale a dire a un premio di oltre il 200% rispetto alla valutazione di Trillium alla chiusura delle contrattazioni il giorno precedente all’operazione6. Se dovessero verificarsi ulteriori fusioni e acquisizioni di questa portata, la congiuntura ribassista del comparto biotech potrebbe avviarsi al termine.

 

Note

1Bloomberg, al 26 agosto 2021. La performance in ambito sanitario si riferisce all’S&P 500 Health Care.
2In generale l’SPDR S&P Biotech ETF (XBI) corrisponde al rendimento totale di  un indice derivato dal segmento biotecnologico di un indice composito relativo al mercato USA nel complesso.
3Bloomberg, dati dall’8 febbraio 2021 al 26 agosto 2021.
4Goldman Sachs Global Investment Research, FactSet, Bloomberg. Dati al 20 agosto 2021 e al 26 agosto 2021.
5Goldman Sachs Global Investment Research, FactSet. Dati al 20 agosto 2021.
6Bloomberg, al 20 agosto 2021.

 

 

L'S&P 500 Health Care comprende le società inserite nell'S&P 500 che in base alla classificazione GICS® rientrano nel settore sanitario.