Società come Amazon e Google stanno facendo molto di più che sfidare il solo scenario digitale: siamo semplicemente di fronte all'ultima evoluzione in fatto di disruption sui mercati? In questo articolo, Simon Rowe, gestore nel team dedicato alle azioni europee, esamina l'impatto della disruption nell'era di internet e discute dei motivi per cui alcuni settori potrebbero dimostrarsi più resilienti di altri.

Il cambiamento non è nulla di nuovo | Janus Henderson Investors
iStock

Quando, di recente, Amazon ha annunciato l'acquisto di PillPack, un distributore farmaceutico statunitense, per quasi 1 miliardo di dollari, nello stesso giorno altri distributori e rivenditori farmaceutici, fra cui McKesson e Walgreen Boots, hanno visto volatilizzarsi oltre 10 miliardi di dollari dal proprio valore di mercato. Questa reazione ci ha tristemente ricordato uno degli effetti della disruption: in questo caso, la paura di sconvolgimenti futuri. Quando, nel 2017, Amazon ha acquistato Whole Foods, anche le azioni dei supermercati statunitensi suoi competitor hanno subito delle oscillazioni in previsione del probabile ingresso di Amazon nella distribuzione online di generi alimentari. Gli sconvolgimenti portati della disruption hanno già messo k.o. alcuni settori di lunga data della distribuzione, ma anche molte altre aziende un tempo solide come Kodak e Encyclopedia Britannica. I potenziali fattori di disruption sono ovunque. Al di là di Amazon nella vendita al dettaglio, pensiamo a Ryanair, nell'ambito dei voli a basso costo, a Google, nella ricerca e pubblicità, ad Airbnb, per gli alloggi e ad Uber, per i trasporti in auto. Quali sono le implicazioni per gli investitori?

La risposta scontata è quella di cercare di individuare i fattori di sconvolgimento ed evitarne i bersagli. Tuttavia, benché alcuni fattori di disruption positivi abbiano generato enormi successi per il mercato azionario, altri potenziali "disrupters" si sono rivelati dei flop. Rocket Internet, un portafoglio tedesco di disrupters, è stato deludente, mentre Pets at Home, nel Regno Unito, ha subito un brusco calo rispetto alla sua offerta pubblica iniziale (IPO). Inoltre, il concetto di disruption non è poi così nuovo. Disruption" ("sconvolgimento") è solo un termine di moda per indicare un nuovo prodotto o servizio: si potrebbe dire che l'auto ha rappresentato un fattore di disruption per il cavallo. Tuttavia, la tecnologia digitale consente un cambiamento più rapido perché internet è una piattaforma economica per promuovere elementi di sfida e contribuisce anche alla distribuzione dei nuovi prodotti. Pensiamo alla crescente popolarità dei cocktail personalizzati o ai nuovi brand e prodotti per la rasatura, particolarmente in voga negli Stati Uniti. Tuttavia, non è sempre possibile investire nei fattori di sconvolgimento più interessanti perché molti di questi, come Airbnb o Uber, sono mantenuti privati da anni. Pertanto, alcune di queste società non sono disponibili per investimenti generali oppure, quando arrivano sul mercato, potrebbe esservi scarsa governance o le valutazioni potrebbero risultare già molto elevate.

Oltre a individuare i fattori di sconvolgimento, in qualità di investitori attivi abbiamo anche la libertà di evitare le società che potrebbero essere vulnerabili a tali sconvolgimenti, anche se, oggigiorno, questa minaccia non appare particolarmente evidente. La vendita al dettaglio è notoriamente esposta agli sconvolgimenti imputabili allo shopping online, ma abbiamo evitato anche molte altre aree, come la distribuzione, in cui la maggiore trasparenza dei prezzi sta esercitando pressioni crescenti su questo business. Ci siamo tenuti lontani anche dalle società operanti nel settore satellitare, come Eutelsat, nonostante trattassero a valutazioni interessanti, a causa del timore che il modello di distribuzione della Pay TV potesse venire travolto dai siti che consentono la visualizzazione di contenuti video tramite Internet, come Netflix.

Al contrario, abbiamo deciso di investire in aziende con un valore ragionevole che riteniamo saranno in grado di resistere alla disruption. Si tratta di società che tendono a fabbricare prodotti con caratteristiche tecniche distintive che vengono venduti da una rete di vendita proprietaria, più che in base al prezzo tramite Internet. Ad esempio, i prodotti industriali di nicchia come le pompe a vuoto, o i prodotti per la sigillatura e l'incollaggio della società svizzera di prodotti chimici specializzati Sika, o lo specialista di olii e grassi Fuchs, in Germania. Per molto tempo abbiamo investito nel rivenditore di ottica tedesco Fielmann, non da ultimo perché la vendita di occhiali da vista su Internet è complicata dalla necessità connesse alla misurazione della gradazione necessaria e agli aggiustamenti della montatura (ci sono alcune aziende che ci stanno lavorando).

Più di recente abbiamo iniziato a investire in Ströer, uno specialista dell'outdoor advertising che domina il mercato tedesco con JC Decaux. L'outdoor advertising beneficia di fatto degli sconvolgimenti in atto in altri comparti del settore: è un'alternativa relativamente economica rispetto alla crescente potenza di Google ed è un'alternativa credibile agli occhi dei media tradizionali, come giornali e TV, per finalità di marketing di massa. Inoltre, i nuovi cartelloni pubblicitari digitali consentono di vendere più volte lo stesso spazio pubblicitario, generando più vendite a parità di spazio e riducendo i costi: non c'è bisogno di inviare un team in loco per incollare manualmente i nuovi annunci.