Il gestore di portafoglio Daniel Sullivan illustra le possibili prospettive per i settori dell’estrazione mineraria, dell’energia e dell’agricoltura nel 2021 e negli anni a venire.

  In sintesi:

  • Molte società attive nell'estrazione mineraria vantano bilanci solidi. Al di là delle distribuzioni agli azionisti, il limitato utilizzo della liquidità sostiene dividend yield interessanti.
  • Il miglioramento dei fondamentali, le attese di un ritorno dell’inflazione, le prospettive di un’ulteriore debolezza del dollaro e la distribuzione dei vaccini potrebbero comportare un rincaro del petrolio.
  • Il settore agroalimentare beneficia di prezzi delle soft commodity più favorevoli, ma risente ancora delle preoccupazioni circa la produzione agricola.
  • La domanda di risorse gode del sostegno di trend di lungo periodo quali aumento della popolazione, della prosperità e dell’urbanizzazione, nonché dei passi avanti verso un futuro più digitale, elettrico e libero dai combustibili fossili.

Senz’ombra di dubbio il 2020 ha messo in luce l’inutilità delle previsioni annuali, ma gli investitori non dovrebbero abbandonare un approccio lungimirante. Guardando al futuro, a prescindere dalla sorprendente rigidità dei nuovi lockdown, il 2021 si prospetta un anno di ripresa dopo il crollo del 2020 dovuto alla COVID-19.

Estrazione mineraria

Attualmente il settore minerario appare interessante. In generale, le società estrattive vantano bilanci solidi e il limitato utilizzo della liquidità, se si escludono le distribuzioni agli azionisti, sostiene dividend yield allettanti, in particolare in un contesto di tassi di interesse molto bassi o nulli. Il settore inoltre offre protezione contro l’inflazione: tale caratteristica potrebbe rivelarsi interessante vista la progressiva maturazione del ciclo nel quadro della ripresa globale sostenuta da stimoli per USD 12.000 miliardi. Il persistente rally delle commodity implica una revisione al rialzo degli utili medi del 20-30% nel segmento dei metalli di base e del 50-80% per le aziende con attività minerarie diversificate, esposte all’impennata dei prezzi del minerale di ferro. Le prospettive per l’acciaio e il minerale di ferro appaiono favorevoli a inizio 2021. Poiché Vale, uno dei principali gruppi minerari al mondo, ha rivisto in negativo le attese, crediamo che la crescita dell’offerta a basso costo non sarà sufficiente a soddisfare una domanda in aumento. Pertanto, a nostro avviso, per garantire l’offerta sul mercato i prezzi dovranno rimanere al di sopra delle medie di lungo periodo. Prevediamo un’offerta di minerale di ferro appena sufficiente a inizio 2021, forniture insufficienti di rame a partire dal secondo trimestre, una situazione di fragile equilibrio sul mercato dell’alluminio in Cina e un contesto analogo sui mercati del palladio e del carbone da coke. Date le condizioni attuali sul mercato delle commodity – offerta modesta a fronte di una domanda elevata – si assiste a un rialzo dei prezzi delle materie prime.

Occorre monitorare i rischi derivanti dalle politiche cinesi su acciaio, materie prime ed energie rinnovabili. Per contrastare il rincaro del minerale di ferro, nel pieno di un conflitto commerciale sempre più aspro con l’Australia, Pechino ha recentemente pubblicato il piano quinquennale per il settore dell’acciaio che prevede una riduzione della dipendenza dalle forniture di commodity su cui non esercita un controllo.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare la transizione all’energia pulita e il suo impatto sulla domanda di materiali.  Si tratta di un trend globale pluriennale, trainato dalla crescente diffusione di veicoli elettrici (VE) e dai continui investimenti nelle fonti di energia rinnovabili. Poiché molti Paesi e società si sono impegnati a raggiungere il target di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050, saranno necessari profondi cambiamenti. L’impegno a conseguire tale risultato si tradurrà in una forte domanda di rame, nickel, alluminio, cobalto, litio, grafite e altre terre rare, componenti fondamentali per la realizzazione di VE e infrastrutture per la generazione di energia rinnovabile. Per soddisfare la domanda stimata occorreranno investimenti volti ad ampliare la capacità produttiva.

Quando si parla delle prospettive per le risorse, non si può omettere l’oro. Il metallo giallo è in fase di ripresa dopo una marcata correzione e si prevede un aumento dei prezzi a lungo termine. La maggioranza democratica al Senato USA offre un ulteriore supporto ai prezzi dell’oro nel lungo periodo in quanto il Presidente Biden avrà meno difficoltà a far approvare nuovi stimoli. Biden cercherà di alzare le tasse a carico delle società, inasprire le normative, rafforzare la vigilanza sulle società tecnologiche e aumentare la spesa infrastrutturale, con il conseguente aumento del debito. Tali politiche indeboliranno il dollaro. Data la svalutazione della divisa (maggiore debolezza dell’USD), gli investitori in oro potrebbero godersi un altro anno favorevole.

Energia

Nel settore petrolifero i progressi nei fondamentali, le attese di un ritorno dell’inflazione e le prospettive di un’ulteriore debolezza del dollaro lasciano presagire un rincaro dell’oro nero.

Attualmente il mercato del petrolio appare ben bilanciato, come dimostra la backwardation* [vedere glossario] dei prezzi del greggio. La domanda ha evidenziato un netto calo a/a, i chilometri percorsi per veicolo si attestano quasi il 20% al di sotto dei livelli pre-Covid e il settore globale dell'aviazione ha perso oltre il 40% a/a.

La debole domanda di petrolio potrebbe mostrare una repentina inversione di tendenza nel quadro della distribuzione dei vaccini su scala mondiale. A fronte delle previsioni di ripresa della domanda nel corso del 2021, occorrerà monitorare le mosse dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC). L’OPEC è in grado di ampliare l’offerta di diversi milioni di barili al giorno e mantenere al contempo l'equilibrio sul mercato nel quadro della ripresa della domanda. Per ora i membri appaiono abbastanza coesi, ma la situazione potrebbe cambiare. La principale fonte di imprevedibilità è l’Iran: le esportazioni del Paese sono ancora prossime allo zero ed è possibile che il petrolio locale torni sul mercato nel 2021 in presenza di un riavvicinamento promosso da Biden.

Nonostante il miglioramento dei fondamentali sul mercato petrolifero, il comparto integrato sconta prezzi pari a US$50-$60/barile, non particolarmente interessanti a meno di un rincaro del greggio a lungo termine. Tale eventualità sembra molto improbabile data la transizione pluridecennale a un'economia senza combustibili fossili. Attualmente, il future sul petrolio al 2030 si attesta a circa US$50/barile (al 25 febbraio 2021) e rimane stabile malgrado il rialzo del prezzo corrente del greggio. Nell’ultimo anno il settore ha iniziato ad adeguarsi ai prezzi più bassi tramite riduzioni di valore degli asset e taglio di spesa in conto capitale e dividendi, ma c’è ancora molto da fare. I campanelli d’allarme del 2020, vale a dire l’accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili e le potenziali frizioni all’interno dell’OPEC+, suggeriscono un calo e non tanto un incremento dei prezzi del petrolio nel medio periodo.

Quanto alle altre aree del settore energetico, l’attenzione è catalizzata dai prezzi del gas, tanto sui mercati interni di USA ed Europa, quanto sui mercati internazionali del gas naturale liquefatto. In particolare, il gas naturale liquefatto è stato protagonista di un rally e ha raggiunto i massimi storici in seguito all’interruzione delle forniture globali, agli elevati prezzi di spedizione e alle condizioni meteorologiche avverse, che hanno accelerato il ribilanciamento del mercato.

Agricoltura

Il tema dominante nel settore agroalimentare è il miglioramento dei prezzi delle soft commodity, che sostiene le economie di scala delle aziende agricole e quindi ha ricadute positive sui fattori produttivi agricoli come fertilizzanti, sementi, attrezzature agricole e per la lotta agli infestanti.

Dopo circa 5 anni di prezzi modesti, in seguito a raccolti molto abbondanti, alle forti tensioni commerciali tra USA e Cina e, più di recente, allo shock dovuto alla pandemia, si registra un’inversione dei prezzi dei principali cereali, che sembrano avviati verso una fase di solidità.

A inizio 2021 si registrano forti timori circa la produzione agricola, alimentati tra l’altro dalla siccità che ha danneggiato le coltivazioni di mais e soia in Sud America, nonché di grano invernale in Russia e negli USA. Il Brasile risente della carenza di piogge, che pesa sulla produzione stimata di soia, caffè, cotone e zucchero nel 2021.

Al contempo, sembra che il ciclo della cellulosa e della carta abbia raggiunto i minimi e dovremmo assistere a una ripresa dei prezzi di cellulosa e cartone ondulato. La bioeconomia, che prevede l’utilizzo di risorse biologiche provenienti dal suolo e dal mare per la produzione di alimenti, materiali ed energia, è in fase di espansione. Tale concetto risponde ai principi del capitalismo verde, ossia la ricerca di fonti sostenibili di plastica, imballaggi e materiali da costruzione. Inoltre, la penetrazione dell’e-commerce e la ripresa dell’attività industriale sostengono la domanda di imballaggi.

Ci auguriamo e prevediamo che il 2021 porterà un parziale ritorno alla normalità. I settori delle risorse sembrano trainare la ripresa globale, favoriti dalle attese di nuovi stimoli fiscali, dalla progressiva ricostituzione delle scorte globali, da scorte modeste e dall’assenza di una rapida accelerazione della spesa in conto capitale. Trend di lungo periodo quali aumento della popolazione, della prosperità e dell’urbanizzazione e la transizione a un’economia più digitale ed elettrica, libera dai combustibili fossili, offriranno un adeguato sostegno al crescente consumo di risorse naturali a livello globale. Che sia l’inizio di un nuovo ciclo per estrazione mineraria, energia, oro e agricoltura?

Glossario

Bilancio: rendiconto finanziario che fotografa attività, passività e patrimonio netto in un determinato momento.

Dividend yield: reddito percepito su un investimento rispetto al suo prezzo, espresso in percentuale.

Copertura dall’inflazione: investimento volto a offrire protezione contro il calo del potere d'acquisto dovuto al rialzo dei prezzi (inflazione).

Stimolo fiscale: misura economica volta a espandere/sostenere un'economia tramite l’incremento della spesa governativa e/o la riduzione delle tasse.

Contratto future sul petrolio: accordo di acquisto o vendita di un determinato numero di barili di petrolio a un prezzo e a una data prestabiliti.

Soft commodity: commodity coltivate o allevate, p.e. prodotti agricoli e bestiame, non estratte.

*Backwardation: indica una situazione in cui il prezzo forward (prezzo prestabilito per la consegna a una data futura) di un contratto future è inferiore al prezzo spot (prezzo corrente di mercato).