Tom Ross, portfolio manager per il credito societario, analizza le prospettive per le obbligazioni high yield nel 2020.

  In sintesi

  • Gli spread creditizi saranno probabilmente trainati dalle tendenze della crescita globale. Al momento non riteniamo che la crescita possa registrare una ripresa, ma segnali più forti di un nuovo slancio economico potrebbero spingerci ad attenuare la nostra visione.
  • I rischi politici rimangono elevati nel 2020 – anno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti – e potrebbero avere notevoli implicazioni su determinati settori in funzione del candidato che si aggiudicherà la presidenza.
  • La ricerca di rendimento dovrebbe continuare ad alimentare la domanda di obbligazioni high yield.

Qual è il principale fattore che terrete sott’occhio nel 2020?

Una delle questioni fondamentali che monitoreremo nel 2020 è l’eventuale compressione (restringimento) degli spread, che potrebbe condurre a una sovraperformance delle obbligazioni high yield a spread più elevato. Attualmente il nostro posizionamento prevede un beta neutrale, con un leggero sovrappeso alle obbligazioni che classifichiamo come ad “alto potenziale di rendimento” e un sottopeso alle posizioni “core a reddito stabile”. In caso di miglioramento dei dati sulla crescita globale e di attenuazione delle incertezze geopolitiche che pesano attualmente sui mercati, potremmo considerare un incremento del sovrappeso sulle posizioni a potenziale di rendimento più elevato, oltre che l’assunzione di determinate posizioni opportunistiche privilegiate, principalmente attraverso emittenti che hanno registrato un ampliamento degli spread nel 2019. Detto ciò, qualsiasi tipo di incremento del rischio sarà realizzato dopo un’attenta selezione e facendo attenzione ad evitare di rafforzare eccessivamente l’esposizione alle aree cicliche, in considerazione della fragilità dell’economia globale e dei rischi connessi alle obbligazioni a più alto grado di leva, come quelle del settore dell’energia statunitense che presenta attualmente gli spread più elevati. Alcuni segnali fanno sperare che il rallentamento della crescita economica potrebbe essere prossimo ai livelli minimi, ma saranno necessari ulteriori dati nei prossimi mesi per determinare se l’economia globale si trova davvero al punto di inversione.

Qual è il rischio maggiore per l’high yield?

Il mercato dovrà affrontare una serie di ostacoli nel 2020 e quelli più grossi saranno probabilmente determinati dal contesto politico. Se l’esito delle elezioni politiche in Regno Unito ha portato a un governo più favorevole ai mercati e alla riduzione delle incertezze, i termini di un futuro accordo commerciale tra il Paese e l’Unione Europea sono ancora in sospeso e la loro evoluzione potrebbe condurre a un incremento della volatilità nel corso del 2020.

Negli Stati Uniti la corsa alle elezioni presidenziali rappresenta anch’essa un rischio potenziale dato che i candidati Democratici hanno presentato programmi che potrebbero avere notevoli implicazioni su determinati settori, dalla possibilità di vietare il fracking sui territori federali (circa l’11% del comparto high yield globale è composto da emittenti connessi al settore energetico1), a modifiche al sistema sanitario o alla politica di determinazione dei prezzi dei farmaci, che potrebbero avere un impatto sulle società nei settori farmaceutico e della salute. Riteniamo positiva la notizia del raggiungimento di un accordo di Fase 1 tra Stati Uniti e Cina, che e’ stato formalmente sottoscritto a gennaio, ma siamo anche consapevoli della determinazione del Presidente Trump a trarre vantaggio politico delle questioni commerciali, di conseguenza possiamo prevedere una maggiore volatilità intorno a questo tema durante la campagna elettorale.

Dove saranno le opportunità nel 2020?

Siamo convinti che gli investitori continueranno ad andare a caccia di rendimenti nel 2020 dato che prevediamo che la maggior parte delle principali Banche Centrali manterrà basso il livello dei tassi e che alcune di esse avvieranno programmi di quantitative easing. La Banca Centrale Europea rimane fedele al suo programma di acquisto di obbligazioni societarie che, di fatto, crea un acquirente insensibile ai prezzi per le obbligazioni societarie investment grade e ha quindi molte probabilità di provocare un effetto a cascata sulla domanda di obbligazioni high yield. Con i rendimenti che si mantengono deboli, le società dovrebbero essere in grado di rifinanziarsi a basso costo. Di conseguenza, prevediamo che i tassi di default rimarranno deboli rispetto ai livelli storici, seppure leggermente in rialzo sulla scia di una crescita globale che rimane fiacca.

Dal punto di vista geografico riteniamo che l’Europa sia la regione più interessante su base corretta per il rischio e che beneficerà molto probabilmente del supporto tecnico fornito dal programma di acquisto di obbligazioni societarie della Banca Centrale Europea. In termini settoriali privilegiamo l’immobiliare poiché le obbligazioni sono garantite da asset reali, con redditi relativamente solidi e fondamentali settoriali che continuano a migliorare. La debolezza relativa delle società dei mercati emergenti nel 2019 ha creato un’opportunità di rafforzamento del rischio anche in quest’area geografica.

Gli spread dell’high yield globale2 hanno chiuso il 2019 a livelli prossimi alle loro medie su tre anni lasciando quindi spazio per un restringimento, sebbene restino inferiori alle medie quinquennali o decennali. In caso di miglioramento dell’economia globale questi spread potrebbero restringersi ulteriormente, rafforzando la fiducia dei mercati riguardo agli utili e ai flussi di cassa.

1Fonte: Bloomberg, ICE BofAML Global High Yield Index, ponderazioni dei componenti dell’indice al 31/12/2019.

2Fonte: Bloomberg, ICE BofAML Global High Yield Index, spread to worst vs titoli di Stato, al 31/12/2019. La performance ottenuta in passato non è indicativa dei rendimenti futuri.