In marzo Matt Sommer, esperto di strategie pensionistiche e di gestione patrimoniale, ha dato alcune indicazioni agli investitori che avevano appena subito una delle peggiori correzioni del mercato degli ultimi decenni Ora che l’azionario USA ha superato i massimi pre-crollo, il suo consiglio è sempre lo stesso: Mantenete la rotta e valutate se rivolgervi a professionisti in ambito finanziario, in grado di aiutarvi a gestire l’emotività e ad attenervi a un piano di lungo periodo.

Sono passati più di cinque mesi da quando ho scritto la Guida di sopravvivenza per gli investitori sui mercati ribassisti ma mi sembra ieri. Dire che in questo periodo sui mercati finanziari sono accadute molte cose è un eufemismo.

Il 20 marzo ho detto agli investitori di tenersi forte, avere pazienza e prepararsi per una recessione prolungata migliorando i loro flussi di cassa mensili. In appena 22 giorni l’indice S&P 500® aveva perso il 30% dai massimi raggiunti il 19 febbraio, la correzione più rapida della storia1. Tuttavia, per quanto repentino, il crollo si è rivelato anche eccezionalmente breve. Al momento in cui scrivo, l’azionario USA è tornato a livelli superiori a quelli pre-crisi. In definitiva la “fase ribassista” è finita ancora prima di cominciare.

Dovrei quindi rivedere la guidance di marzo? Niente affatto. Infatti il mio consiglio per gli investitori nell’attuale contesto di mercato resta esattamente lo stesso: mantenete la rotta. I mercati sono soggetti a correzioni ma alla fine tornano a salire, certe volte molto più rapidamente di quanto ci si aspetti.

Se da un lato sono convinto della correttezza delle mie indicazioni, dall’altro riconosco che per mantenere la rotta in condizioni estreme come quelle sperimentate nel 2020 ci vuole fegato. Se consideriamo l’incertezza intrinseca e la natura traumatica della pandemia globale alla base del sell-off, per non parlare delle contestate elezioni presidenziali all’orizzonte, è difficile immaginare una situazione più straniante in cui investire.

Una notizia incoraggiante per coloro che hanno grandi difficoltà a tenere la rotta è che sono in buona compagnia e le soluzioni per cercare di riprendere il controllo in un contesto complesso non mancano.

Rivolgersi a un coach. Nel post di marzo ho invitato i lettori a chiedersi se avessero bisogno di aiuto. Credo fermamente nel valore delle indicazioni offerte da un professionista dell’investimento in qualsiasi contesto di mercato; pertanto voglio ribadire l’invito e stavolta i fattori a sostegno della mia tesi sono ben più numerosi.

I ricercatori della University of Georgia e della Ohio State University hanno analizzato la relazione tra i cambiamenti negli asset delle famiglie e il ricorso - o la rinuncia - a un planner finanziario durante la Crisi finanziaria globale. Utilizzando i dati dell’Indagine del 2007 sulle finanze dei consumatori e di un’indagine di follow-up ad-hoc svolta nel 2009, i ricercatori miravano a valutare l’impatto della crisi finanziaria sulle famiglie statunitensi. È emerso quanto segue: le famiglie che si erano rivolte a un planner durante la Crisi finanziaria globale hanno registrato un incremento del 12,2% degli asset finanziari netti, mentre quelle che nel medesimo periodo avevano rinunciato al loro planner hanno subito una diminuzione del 13,5% degli asset netti2.

Pertanto, in occasione dell’ultima importante correzione del mercato, in molti casi coloro che avevano optato per l’assistenza di un professionista sono riusciti a evitare perdite significative e a gestire la situazione molto meglio rispetto a chi aveva deciso di interrompere la collaborazione con il planner e fare da sé.

Malgrado siano una prova tangibile dell’importanza della consulenza professionale, tali risultati non sono del tutto esaustivi. Nel post di marzo ho detto che i professionisti della finanza devono agire da “coach comportamentali”. Alla luce delle oscillazioni estreme registrate da allora, mi sento di dire che oggi tale ruolo è più importante che mai. Nel contesto attuale, un “coach” che ci aiuti a gestire le emozioni e a evitare decisioni di impulso potrebbe essere proprio quel che ci serve per mantenere la rotta e magari cogliere buoni frutti nel lungo periodo.

Assicurarsi di disporre di un’ampia liquidità. Anche di questo aspetto avevo già parlato a marzo, ma oggi voglio contestualizzare meglio le mie indicazioni. Nell’ambito della pianificazione finanziaria familiare, di norma si considera prudente accantonare un fondo di emergenza, ma disporre di un’abbondante liquidità è altrettanto importante per raggiungere i propri obiettivi di investimento. In presenza di una liquidità scarsa, l’investitore potrebbe sentirsi obbligato a cedere immediatamente le azioni che hanno perso valore. Anche se i bassi rendimenti del mercato monetario e dei certificati di deposito possono sembrare deludenti, occorre tenere a mente che una delle ragioni per accantonare liquidità è avere la flessibilità per mantenere gli investimenti.

Le obbligazioni sono sempre obbligazioni. Se da un lato lo scopo principale degli investimenti facilmente liquidabili è assicurare la liquidità, dall’altro il ruolo strategico del reddito fisso è sostenere il portafoglio nelle fasi di stress sui mercati. Alla luce dell’attuale incertezza circa la pandemia di COVID-19 e delle probabilità di una persistente volatilità nei prossimi mesi, è essenziale valutare se i bond in portafoglio abbiano svolto la loro funzione e se possano continuare a offrire una sufficiente stabilità. Si tratta di una valutazione complessa e, anche in questo caso, è consigliabile rivolgersi a un consulente finanziario.

Da marzo sono successe molte cose. E se le impennate e i crolli estremi a cui abbiamo assistito da gennaio sono un’indicazione di quel che ci aspetta, il resto del 2020 si prospetta tutt’altro che tranquillo. Il cambiamento è una costante e spesso gli investitori che riescono a tenere la rotta malgrado gli inevitabili rialzi e ribassi vengono premiati nel lungo periodo. Inoltre, chi si affida a un professionista della finanza (vale a dire a un coach comportamentale) potrebbe riuscire ad attenersi con maggiore facilità al proprio piano, anche nei periodi più incerti e volatili.

1“Si è trattato del sell-off del 30% più rapido della storia che ha superato anche le flessioni registrate durante la Grande Depressione”, CNBC, 23 marzo 2020.
2“Variazioni negli asset finanziari netti delle famiglie dopo la grande recessione: avere un planner finanziario ha fatto la differenza?” Journal of Personal Finance, volume 19, edizione 1, 2020.