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Trasferimento tecnologico: ultima frontiera nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina

Denny Fish, Portfolio Manager e gli analisti di Global Technology del Central Research Team spiegano le potenziali implicazioni per gli investimenti derivanti dalle recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti su alcuni scambi relativi a servizi/prodotti tecnologici verso la Cina e altri Paesi.

Denny Fish

Denny Fish

Gestore di portafoglio | Analista


6 set 2022
5 minuti di lettura

In sintesi

  • Nell'ottica di evitare l'utilizzo dei chip più sofisticati per l'intelligenza artificiale (AI) in potenziali applicazioni militari, gli Stati Uniti hanno annunciato restrizioni più severe sulle esportazioni di semiconduttori.
  • Le aziende tecnologiche (e di altri settori) statunitensi devono pertanto aspettarsi la risposta delle autorità cinesi in merito, che potrebbe includere una riduzione dell'accesso al mercato del Paese.
  • Sebbene riteniamo che la crescente deglobalizzazione sia un fattore sfavorevole per alcuni operatori del settore, l'AI rimane un potente tema secolare e ci aspettiamo che il mercato si adegui all'evoluzione del regime commerciale.

Interrompendo quello che era diventato una sorta di tregua, il governo USA ha riacceso gli attriti nella guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina imponendo con effetto immediato un nuovo requisito di licenza per qualsiasi futura esportazione di determinate unità di elaborazione grafica (GPU) in Cina (compresa Hong Kong) e Russia. Riteniamo che la motivazione alla base della misura politica sia il desiderio degli Stati Uniti di reprimere la capacità della Cina di accedere a tecnologie informatiche all'avanguardia potenzialmente utilizzabili per scopi militari.

Uno sviluppo del genere può sfociare in un'escalation significativa a nostro avviso, seppure probabilmente inevitabile, del conflitto economico tra Stati Uniti e Cina. Da anni la Cina attribuisce massima priorità alla necessità di assicurarsi l'accesso alla sofisticata tecnologia dei semiconduttori e, in ultima analisi, l'autonomia della relativa filiera. Gli Stati Uniti sono a loro volta ansiosi di conservare la supremazia dell'innovazione in materia di progettazione di chip e, alla luce delle preoccupazioni crescenti, di evitare che tali tecnologie cadano nelle mani dell'Esercito Popolare di Liberazione. Le GPU sofisticate sono diventate la linfa vitale della corsa all'intelligenza artificiale (AI) poiché la rivoluzionaria potenza di calcolo associata a questo progresso tecnologico avrà un impatto significativo sui settori commerciali e militari. Prevediamo che le crescenti barriere commerciali - dovute al fatto che ogni segmento persegue un maggiore controllo sul proprio know-how e sulla propria catena di approvvigionamento di semiconduttori - accelereranno il trend verso la deglobalizzazione.

Quest'evoluzione è la conferma più recente dell'atteggiamento sempre più aggressivo dei decisori politici americani nei confronti della Cina. Solo negli ultimi tempi i produttori di beni strumentali per semiconduttori sono stati informati delle nuove restrizioni che disciplinano l'esportazione delle attrezzature necessarie per produrre chip avanzati.

In attesa che la Cina risponda al fuoco

Il governo cinese non prenderà questa escalation alla leggera. Gli Stati Uniti devono aspettarsi una risposta commisurata, e non solo con le modalità più ovvie (ad esempio l'adozione di misure per limitare in modo analogo l'accesso delle aziende tecnologiche statunitensi al mercato cinese). Vari settori tecnologici (e non solo) devono essere consapevoli del fatto che componenti importanti delle loro relazioni commerciali con la Cina potrebbero finire sotto l'esame delle autorità di regolamentazione del Paese.

Nelle controversie economiche e geopolitiche, gli eventi tendono a evolversi con modalità impreviste una volta iniziata l'escalation. Di conseguenza, le strategie più efficaci spesso non prendono in considerazione tutte le eventualità e devono essere adeguate alla realtà in continua evoluzione. Gli investitori devono pertanto verificare la resilienza delle proprie allocazioni tecnologiche allo scopo di determinare dove si annidano le vulnerabilità a mano a mano che queste due economie, finora legate, accelerano il loro sganciamento. Riteniamo che le imprese di progettazione di chip e il mercato dei dispositivi di archiviazione dati possano essere soggetti a restrizioni più severe da parte degli Stati Uniti in futuro, verosimilmente attuate anche mediante una riduzione delle esportazioni di attrezzature.

Il punto d'incontro tra politica e profitti

Le ripercussioni di questa escalation sugli investimenti si faranno probabilmente sentire su entrambe le sponde del Pacifico. Per i produttori di chip USA, gli acquirenti cinesi rappresentano un mercato redditizio, in particolare gli "hyper-scaler" del Paese che effettuano investimenti consistenti nell'AI e hanno pertanto un'enorme necessità di chip all'avanguardia. Tuttavia, l'AI è un trend secolare che si sta diffondendo in diverse economie sviluppate - e in via di sviluppo - non soggette alle restrizioni statunitensi. Riteniamo pertanto che il rischio per il fatturato, nel caso dei produttori di chip sofisticati, sia un fattore sfavorevole moderato, e non un elemento tale da cambiare completamente lo scenario.

Per quanto riguarda la Cina, il minore accesso ai chip più complessi e ai beni strumentali utilizzati per produrli frenerà quasi certamente la dinamica delle aziende tecnologiche e Internet cinesi sul fronte dell'AI. Le maggiori piattaforme tecnologiche cinesi sono state tra i pionieri nell'utilizzo dell'AI in tutti gli aspetti dei loro business model. A nostro avviso un minore flusso di chip si farà sentire in modo pesante nelle iniziative cloud degli "hyper-scaler" cinesi. Nel tempo, questa carenza è destinata ad ostacolare anche i progressi delle imprese sostenute dalla pubblicità digitale, gravando potenzialmente sulle loro prospettive di crescita a lungo termine e sul loro ingresso nei mercati globali.

Valutazione del complesso dei semiconduttori in generale

Benché la situazione possa evolversi con esiti imprevedibili, al momento non tutti gli aspetti dell'universo dei semiconduttori sono interessati in egual misura. E come nel caso di gran parte degli sviluppi economici e geopolitici, dove esistono rischi vi sono anche opportunità. La progettazione e la produzione di GPU complesse sono notoriamente difficili, come dimostra il lento progresso della Cina nelle sue iniziative interne. Tuttavia, la riduzione di chip all'avanguardia indurrà probabilmente il governo cinese a raddoppiare gli sforzi per promuovere la propria industria di chip.

L'eliminazione della domanda incrementale da parte degli acquirenti di GPU cinesi potrebbe inoltre comportare un calo del fatturato a breve termine dei produttori globali di chip. Tuttavia, questo vuoto potrebbe essere colmato nel tempo dalle aziende cinesi produttrici di GPU man mano che le loro capacità migliorano. Infine, riteniamo che il settore dei chip analogici sia maggiormente protetto da questi sviluppi in quanto tende a utilizzare una tecnologia meno avanzata, che dovrebbe attirare minore interesse da parte dei decisori politici statunitensi.

 

I settori tecnologici potrebbero essere notevolmente influenzati dall'obsolescenza della tecnologia esistente, dai brevi cicli di prodotto, dal calo dei prezzi e dei profitti, dalla competizione di nuovi operatori sul mercato e dalle condizioni economiche generali. Un investimento concentrato in un unico settore potrebbe essere più volatile della performance di investimenti meno concentrati e del mercato nel suo complesso.

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