David Chung, assistente gestore di portafoglio, condivide le sue previsioni per il settore della difesa a fronte dei cambiamenti del quadro politico e della ripresa economica.

  In sintesi:

  • Gli investitori dovrebbero tenere conto dell’impatto di possibili variazioni nella spesa pubblica sotto la nuova presidenza USA e dei persistenti effetti economici della pandemia COVID sul settore della difesa.
  • Al contempo, le continue tensioni geopolitiche e la crescente dipendenza dalle tecnologie della difesa consolidano l’importanza di questo settore in un’ottica di lungo periodo.
  • Nel quadro della ripresa economica alcune società della difesa continuano a riportare solidi risultati finanziari.

 

La pandemia COVID-19 ha avuto un forte impatto, sia diretto che indiretto, su moltissimi settori e il comparto della difesa non fa eccezione. All’inizio della crisi, all’apice dei primi lockdown oltre un anno fa, la difesa ha risentito dei ritardi nel settore manifatturiero e nella produzione industriale e dell’interruzione di alcune filiere. Grazie all’impegno finanziario del governo volto a sostenere la produzione industriale e l’incipiente ripresa economica, determinati titoli della difesa sembrano pronti a voltare pagina a giudicare dagli incoraggianti dati societari trimestrali. Ora tocca agli investitori ponderare i fattori negativi per le azioni della difesa e le prospettive a lungo termine del settore.

La spesa per la difesa sotto una nuova amministrazione

Dato che il governo USA è la prima fonte delle entrate di molte società della difesa, il budget federale per la difesa ha un forte impatto sul settore. L’insediamento di un nuovo presidente e la modifica degli equilibri in seno al Congresso hanno quindi sollevato dei dubbi circa le dimensioni della spesa destinata alla difesa tra le varie priorità del governo. Un effetto indiretto della pandemia è stata l’erogazione di stimoli fiscali senza precedenti a sostegno dell’economia, che potrebbero pesare sulle future decisioni in merito alla spesa pubblica qualora il governo fosse costretto a operare dei tagli a causa dell’incremento del debito federale.

Per il momento l'amministrazione Biden ha proposto di ampliare l’investimento nella difesa a USD 715 miliardi nel 2022. Si tratta di un aumento modesto (+1,6%) rispetto al budget del 2021 di USD 704 miliardi. È vero che per altre aree sono previsti incrementi molto più consistenti, ma almeno la difesa non sembra correre il rischio di un taglio degli investimenti. Infatti, anche se da un’amministrazione all’altra le priorità cambiano, la spesa per la difesa viene generalmente considerata un elemento essenziale del budget fiscale e negli ultimi decenni è rimasta generalmente stabile indipendentemente dal contesto politico.

Inoltre, di norma il governo stabilisce programmi di difesa pluriennali, fissando i finanziamenti ai progetti con anni di anticipo. Pertanto, anche se il settore è rimasto fermo durante la prima ondata epidemica, i titoli della difesa sono rimasti in qualche modo isolati dalle conseguenze a breve termine del coronavirus grazie alla relativa stabilità dei flussi di cassa.

Il sostegno di tecnologia e dinamiche geopolitiche

Abbiamo già illustrato gli effetti dell’innovazione tecnologica su diversi settori economici, compresi quelli meno ovvi come la produzione. La difesa è un altro ambito in cui lo sviluppo tecnologico può dare impulso alla crescita di lungo periodo. Le società della difesa sono di norma caratterizzate da una relativa stabilità, ma dato il loro focus su prodotti e competenze sono anche estremamente orientate all’innovazione e investono molto in ricerca e sviluppo.

Il settore militare è costantemente impegnato nello studio e nell’applicazione di nuove tecnologie per far fronte alle nuove minacce per la sicurezza nazionale. Un esempio è rappresentato dai missili ipersonici, molto più veloci, meno rilevabili e più difficili da intercettare rispetto ai tradizionali missili balistici a lungo raggio. Lo spazio sarà un nuovo campo di battaglia nel quale occorreranno capacità avanzate nel ramo dei satelliti e delle comunicazioni e in termini di resilienza. La cybersecurity, la guerra elettronica, la deterrenza nucleare e i sistemi autonomi/senza pilota sono altre aree prioritarie che verranno continuamente sviluppate in un contesto di rapida evoluzione.

I vari Paesi si danno molto da fare per stare al passo dei nemici e poter rispondere a eventuali minacce. La pace mondiale è precaria e le continue tensioni geopolitiche potrebbero rappresentare un importante sostegno a lungo termine per il settore della difesa. La spesa militare ‒ compresi i costanti investimenti di Cina e Russia nella difesa e lo sviluppo di armi nucleari nella Corea del Nord e in Iran ‒ non mostra segni di cedimento e probabilmente anche gli Stati Uniti e i suoi alleati dovranno continuare a investire in quest’ambito.

Focus sui fondamentali

Nel quadro dell’incipiente ripresa economica che inizia a superare i confini del settore tecnologico, selezionati titoli azionari del settore della difesa acquistano slancio grazie alla pubblicazione di incoraggianti dati societari trimestrali. Per il momento il budget della difesa USA sembra stabile e le dinamiche di lungo periodo legate al contesto geopolitico e all’innovazione tecnologica potrebbero creare un contesto favorevole per il settore. Detto ciò, a nostro avviso gli investitori dovrebbero concentrarsi sulle società della difesa che vantano bilanci abbastanza solidi da poter effettuare distribuzioni agli azionisti e fare acquisizioni, ma anche flussi di cassa stabili e dividendi sostanziosi. Riteniamo che questa attenzione ai fondamentali e il contesto del settore possano schiudere opportunità nelle azioni della difesa in un’ottica di lungo periodo.

 

Il settore aerospaziale e il settore della difesa possono risentire in misura significativa di variazioni in ambito economico, nei prezzi dei carburanti, nei rapporti di lavoro, nelle normative dei governi e nella spesa pubblica.