Taylor Pluss, Retirement Director, spiega perché, nonostante l'ampia esperienza nei servizi finanziari, può identificarsi, avendole vissute in prima persona, con molte delle difficoltà cui devono far fronte le donne nel mondo degli investimenti.

Durante una mia presentazione di qualche settimana fa, mi è stata posta una domanda che mi ha spiazzata. Una di quelle domande che ti portano a chiederti se anche gli altri stessero pensando la stessa cosa, ma senza il coraggio di dirlo ad alta voce.

Dal 2013, viaggio per il Paese promuovendo l'iniziativa Women e Wealth, lavorando a stretto contatto con professionisti degli investimenti, cercando di formarli per aiutarli a sostenere in modo più efficace clienti e potenziali clienti di sesso femminile, e lavorando da vicino con investitori donna, aiutandole ad acquistare fiducia nelle loro capacità di gestione finanziaria.

Dopo la presentazione relativa al nostro programma Incomprese e diffidenti, uno dei professionisti finanziari presenti al seminario mi ha rivolto la seguente domanda: “Crede di riuscire a relazionarsi con il cliente femminile tipo?

”Ammetto che inizialmente la domanda mi ha colto alla sprovvista. Ma ho rapidamente capito cosa intendeva. Dopotutto, lavoro nel settore finanziario da 15 anni. Ho ottenuto la qualifica di Certified Financial Planner®. Ho una laurea in finanza. Quindi il collega si stava chiedendo come riuscissi a mettermi nei panni delle sue clienti di sesso femminile, che nella maggior parte dei casi hanno poca, se non alcuna, esperienza in ambito finanziario.

Eppure, dopo un primo momento di esitazione, ho risposto con sicurezza, perché è un argomento cui ho pensato spesso. Di fatto, nonostante il mio background, sono la regola, non l'eccezione: faccio parte del 90% delle donne che a un certo punto della loro vita divengono interamente responsabili delle proprie finanze.

Inoltre, mia madre è di recente divenuta parte di quel 70% di clienti di sesso femminile che lascia il proprio consulente finanziario dopo il decesso del loro consorte. E anche se riuscivo a relazionarmi con clienti donna ancora prima di questi eventi, l'esperienza che ha vissuto, e che io ho vissuto con lei, ha gettato una luce completamente nuova sulle sfide di natura finanziaria cui le donne devono far fronte.

La discriminazione colpisce nel segno

Prima che mio padre ci lasciasse, era convinto di averci messe in buone mani, con una rete di professionisti finanziari, tra cui un team di consulenti che secondo lui ci avrebbero sostenute in ogni circostanza.

Ma è opportuno spiegare prima chi era mio padre. Le sue due passioni nella vita erano la medicina e il denaro. Era un medico che passava il suo tempo libero ad apprendere tutto quello che c'era da sapere sulla finanza personale e sugli investimenti. Condivideva questo interesse e queste conoscenze con me e mia madre. Sono cresciuta in una famiglia in cui la finanza personale rappresentava uno degli argomenti di conversazione a tavola. In altre parole, entrambi i miei genitori erano attivamente coinvolti nelle finanze di famiglia. Eppure, dopo il decesso di mio padre (il vero direttore finanziario della famiglia Pluss), il nostro rapporto con il team dei consulenti finanziari di famiglia è completamente cambiato.

Non starò qui ad esporre ogni problema (ce ne sono troppi per parlarne in un singolo articolo) ma nell'elenco figurano la mancata programmazione di un incontro con me o mia madre dopo la morte di mio padre per stabilire i nostri obiettivi individuali , il fatto di non averci contattate durante il crollo dei mercati nel marzo del 2020, e l'aver permesso che si accumulasse un volume di liquidità esorbitante sul nostro conto durante il rally di mercato qualche mese dopo (circostanza giustificata con la fragilità della situazione di mia madre e la riluttanza nel volerla disturbare - questo tre anni dopo la morte di mio padre).

In breve, io e mia madre siamo state trattate esattamente come dico sempre a ogni consulente di non trattare mai una cliente da mantenere durante una fase transitoria.

Un giorno, mia madre mi ha confidato "Ho l'impressione che non avrò mai abbastanza denaro per catturare il loro interesse." In quel momento ho capito che la situazione non poteva andare avanti così. Il giorno seguente abbiamo fatto in modo di organizzare riunioni per poter spostare altrove tutti i nostri conti.

Qualche mese fa abbiamo trovato un nuovo consulente: una persona che si è fatta in quattro per conoscere la nostra storia e che ci ha incontrate individualmente per parlare dei nostri obiettivi. Potrebbe non sembrare nulla di straordinario, ma fino a quel punto avevamo incontrato numerosi consulenti che avevano passato molto tempo a parlare di sé stessi senza chiederci nulla sul nostro conto.

Non riesco a fare tutto da sola, lo ammetto.

Come molte altre donne, cerco di giostrare tutti gli aspetti della vita: famiglia, amicizie, rapporti, lavoro, finanze...e la lista è ancora lunga. Noi donne siamo così per natura, spesso mettiamo i nostri bisogni per ultimi, e tra questi anche la necessità di pianificare il nostro futuro finanziario. E pur essendo abbastanza in grado di gestire le mie finanze giorno per giorno, comprendere lo scenario generale può apparire più difficile, e a volte sembrare un compito insormontabile.

Per questo, pur avendo una formazione finanziaria, ho capito di non poter gestire ogni aspetto della mia condizione finanziaria da sola. E considero la mia condizione finanziaria importante tanto quanto la salute fisica. Quasi tutti ci affidiamo a una rete di professionisti in ambito medico per la nostra salute. Perché non contare su una rete analoga di professionisti finanziari per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi?

Per quel che mi riguarda, ho deciso di creare una rete che includa un consulente finanziario, un commercialista, un avvocato per la pianificazione patrimoniale, un agente immobiliare e un professionista assicurativo. Si tratta di individui di cui mi fido, in grado di ascoltarmi e di aiutarmi a far fronte alle difficoltà inevitabili lungo il percorso e, soprattutto, che hanno a cuore i miei migliori interessi.

Guardare in faccia la mortalità (e programmare di conseguenza)

Parlando di incidenti di percorso, mi pare opportuno asserire che doverci aspettare l'imprevisto sia uno dei temi caldi degli ultimi 20 mesi. Le cose sui cui pensavamo di poter contare e che credevamo di poter controllare sono state gettate al vento con la pandemia da COVID. Ne siamo tutti stati toccati in modi diversi, la pandemia ha avuto un impatto praticamente su ogni singola persona al mondo. E, che tu sia presente nel settore finanziario da 30 anni o che tu abbia appena aperto il tuo primo account di investimento stamattina, l'aver vissuto un momento collettivamente così tragico ti avrà probabilmente fatto pensare alla tua mortalità, forse per la prima volta.

Per questo ora è il momento ideale per rivedere i tuoi obiettivi, qualora dovesse succedere qualcosa al di fuori del tuo controllo. Sto parlando di semplice pianificazione patrimoniale. Tra chi mi legge qualcuno penserà "Non ho bisogno di un programma patrimoniale, perché non ho un patrimonio." Eppure, anche se possiedi almeno un dollaro a nome tuo, se dovessi diventare incapace di agire o se morissi, quel dollaro dovrà pur andare a qualcuno. Invece di lasciare che sia il tuo Stato di residenza a decidere a chi dovrebbe essere destinato attraverso il processo di successione, perché non sceglierlo tu stesso?

Inoltre, molte persone non si rendono conto che se si è superata la maggiore età nel proprio Stato di residenza, il genitore o coniuge deve essere designato come procura medica al fine di prendere decisioni mediche per conto di chi non è nella condizione di farlo, un altro motivo per cui un piano patrimoniale riveste grande rilievo. Inizia gradualmente, redigendo un testamento e istruzioni sui beni digitali e designando una procura e una procura medica. Agli esseri umani non piace affrontare la propria mortalità, ma un piano patrimoniale è uno dei migliori regali che puoi fare ai tuoi cari.

Dunque, posso capire?

Tornando alla domanda che mi è stata posta e che mi ha spinta a scrivere questo articolo: Sento di potermi identificare nella cliente tipo? Nonostante il mio background, la mia risposta è inequivocabilmente affermativa. Io stessa sono la cliente media: cerco di destreggiarmi tra tutto ciò che la vita mi pone davanti, incontrando (con mia madre) la stessa iniquità e condiscendenza che così tante donne incontrano avendo a che fare con professionisti finanziari, e affrontando la mia stessa mortalità mentre continuo a far fronte alla pandemia. Solo perché ho una laurea in finanza non significa che io abbia tutte le risposte, né che io mi distingua dai milioni di donne che si sforzano di raggiungere i propri obiettivi finanziari.

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