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Perché investire in azioni USA adesso?

Il gestore di portafoglio Jeremiah Buckley spiega perché le azioni statunitensi presentano interesse in un contesto di volatilità economica e geopolitica, caratterizzato da pressioni inflazionistiche sostenute.

Jeremiah Buckley, CFA

Jeremiah Buckley, CFA

Gestore di portafoglio


7 ottobre 2022
8 minuti di lettura

In sintesi

  • Gli Stati Uniti si differenziano in modo significativo dagli altri mercati globali poiché prediligono nettamente le società tecnologiche orientate alla crescita e presentano investimenti relativamente ridotti nelle società finanziarie e industriali rispetto all'indice MSCI World ex US.
  • Le azioni, e in particolare le azioni growth, possono in genere rappresentare una copertura nei periodi di inflazione, poiché potenzialmente sono in grado di crescere a un tasso superiore rispetto all'inflazione e ciò rappresenta un vantaggio per gli Stati Uniti.
  • Le società statunitensi dovrebbero registrare un aumento degli utili per azione (EPS), del flusso di cassa e dei dividendi a un tasso superiore rispetto all'indice MSCI World ex US.

Le azioni statunitensi possono svolgere un ruolo importante nei portafogli degli investitori per diversi motivi, soprattutto oggi, a fronte di un’inflazione persistente e di prospettive economiche confuse.

Posizione delle azioni statunitensi nel mercato globale

Il mercato azionario statunitense è uno dei più grandi del mondo: le sue aziende rappresentano infatti oltre il 40% della capitalizzazione di mercato globale (Grafico 1). I mercati statunitensi sono tra i più accessibili, trasparenti e liquidi e il contesto economico del paese ha favorito una cultura della crescita e dell'innovazione. Molte delle aziende di maggior successo al mondo, quindi, hanno sede negli Stati Uniti. Alla luce di queste dinamiche favorevoli, molti investitori tendono a focalizzare una parte della loro esposizione azionaria sul mercato statunitense.

Figura 1. Capitalizzazione di mercato azionaria globale (% del totale)

Fonte: 1 Stime della World Federation of Exchanges e della Securities Industry and Financial Markets Association (SIFMA). EU27 = 27 Paesi dell'Unione Europea, EM = Mercati Emergenti, DM = Mercati Sviluppati, al 30 giugno 2022.

La differenza tra gli Stati Uniti e gli altri mercati è data dai tipi di aziende che compongono il suo tessuto economico. Il mercato statunitense, per esempio, predilige nettamente i settori tecnologici orientati alla crescita, come le tecnologie dell'informazione e i servizi di comunicazione. L'indice S&P 500 presenta un’esposizione alle società di informatica tre volte superiore a quella dell’indice MSCI World ex US (27,3% contro il 7,8%). Allo stesso tempo, l'indice S&P 500 registra circa il 50% dell'allocazione dell'indice MSCI World ex US a settori che costituiscono una parte significativa delle economie di altri paesi, come i comparti finanziari e industriali (Figura 2). Queste differenze a livello della composizione economica e dell'esposizione settoriale possono offrire una diversificazione per i portafogli che investono sia negli Stati Uniti che in altri mercati.

Figura 2. Ponderazioni settoriali degli indici USA e mondiali

Fonte: S&P Dow Jones Indices, MSCI, Inc. al 31 agosto 2022.

Crescita e tecnologia: una copertura contro l'inflazione

Oltre a queste considerazioni generali, le azioni statunitensi possono offrire anche vantaggi specifici nell'attuale contesto, caratterizzato da un alto/persistente livello di inflazione e da incertezza economica. Le azioni, e in particolare le azioni growth, possono in genere rappresentare una copertura nei periodi di inflazione, poiché potenzialmente sono in grado di crescere a un tasso superiore rispetto all'inflazione. A fronte di un continuo aumento dei costi del lavoro, le aziende meno dipendenti dalla manodopera, come alcune società del settore informatico, potrebbero anche essere meno esposte a pressioni salariali. Allo stesso tempo, uno dei principali motori della disinflazione nell'ultimo decennio era rappresentato dalla crescita tecnologica. La recente inflazione salariale può portare a ulteriori investimenti in termini di produttività, efficienza e soluzioni destinate a moderare i costi del lavoro, a vantaggio di determinate società.

A questo proposito, stiamo a nostro avviso assistendo ad un profondo cambiamento di lungo periodo per quanto riguarda l’utilizzo della tecnologia a livello mondiale e riteniamo che diverse aziende statunitensi all’avanguardia su questo fronte siano pronte a trarne vantaggio. L’orientamento a favore della crescita e delle aziende tecnologiche, menzionato sopra, si è dimostrato un vantaggio di lungo termine per i mercati statunitensi rispetto ad altre aree del mercato globale (Figura 3). Mentre ci avviamo verso un periodo in cui la crescita sembra rallentare e il capitale diventa più costoso, un'allocazione alle azioni statunitensi potrebbe rivelarsi vantaggiosa.

Figura 3. Performance degli indici USA e globali

Fonte: Bloomberg, dal 31 dicembre 2002 al 31 gennaio 2022. Dati ribasati a 100 alla data iniziale. Le performance passate non sono indicative dei rendimenti futuri.

Resilienza in un contesto di incertezza economica

Dopo la flessione indotta dal COVID, il mercato statunitense si è dimostrato resiliente, e riteniamo che possa continuare a presentare buone performance a fronte della sempre maggiore incertezza economica che si registra quest'anno. La ripresa economica degli Stati Uniti è stata la più rapida tra le altre economie del G7 e dell'area dell'euro: il prodotto interno lordo (PIL) reale è oggi inferiore al trend (2015-2019) di solo l'1,8% rispetto alla media dei paesi del G7, pari al 3,9%.1

La guerra tra Russia e Ucraina ha aggiunto ulteriore perturbazione e incertezza nell'ambito dei mercati globali e ha fatto impennare i prezzi delle materie prime, in particolare dell'energia. Gli Stati Uniti, uno dei principali produttori di petrolio e gas naturale, potrebbero essere più isolati dagli shock dei prezzi dell'energia rispetto ai paesi europei, al Giappone e alla Cina, che dipendono fortemente dalle importazioni di petrolio e gas. Lo dimostra la forte performance delle società del settore energetico, che ha in parte compensato il calo dell'indice S&P 500 registrato quest'anno.

Le stime degli utili sono diminuite a fronte del rapido aumento dei tassi d'interesse, dei rincari delle commodity e di un significativo apprezzamento del dollaro, che è stato particolarmente sfavorevole per le imprese multinazionali, i produttori e le esportazioni. Tuttavia, le stime di consensus degli utili dell'S&P 500 ipotizzano ancora una crescita sostenuta per il 2022, dopo l'aumento a doppia cifra su base annua per il primo semestre dell'anno. Inoltre, l'S&P 500 dovrebbe registrare un aumento degli utili per azione (EPS), del flusso di cassa e dei dividendi a un tasso superiore rispetto all'indice MSCI World ex US nei prossimi anni (Figura 4).

Figura 4. Stime in materia di crescita degli utili per azione, dei flussi di cassa e dei dividendi, secondo gli indici USA e globali

Fonte: Bloomberg, al 15 settembre 2022. F12 = stime a 12 mesi (anno corrente e prossimo), Y+1 = stime per l'anno prossimo, Y+2 = stime a 2 anni. Media ponderata dell'indice. Non vi sono garanzie sul permanere delle tendenze del passato in ottica futura né sull'avverarsi delle previsioni. Le performance passate non sono indicative dei rendimenti futuri.

La crescita dei dividendi negli Stati Uniti ha dimostrato una resilienza eccezionale durante la pandemia (Grafico 5) e la flessione registrata quest'anno rispetto al resto del mondo da inizio anno (al 15 settembre 2022) non implica affatto una debolezza. Il 97% delle imprese statunitensi ha distribuito dividendi superiori o li ha mantenuti stabili nel secondo trimestre del 2020.2 Molte società statunitensi hanno aumentato i riacquisti di azioni per riversare agli azionisti i maggiori flussi di cassa, mentre nel 2020 avevano continuato a distribuire dividendi ma avevano ridotto i riacquisti.

Figura 5. Janus Henderson Global Dividend Index – Nord America

Fonte: Janus Henderson. L'indice Janus Henderson Global Dividend (JHGDI) è uno studio a lungo termine dei trend globali dei dividendi. Misura i livelli dei redditi da dividendi corrisposti dalle società mondiali agli investitori. Le performance passate non sono indicative dei rendimenti futuri.

Ottica di lungo termine

Alla luce di tali fattori, riteniamo che le azioni statunitensi possano svolgere un ruolo poliedrico nei portafogli degli investitori, in particolare nell’attuale contesto in cui l’economia mondiale deve affrontare un’inflazione ai massimi livelli da decenni e delle prospettive di crescita incerte. A nostro avviso i mercati sono in ultima analisi trainati da una crescita sostenibile degli utili sul lungo termine e le aziende in grado di incrementare gli utili su un orizzonte di lungo periodo potrebbero trarne vantaggio. Nonostante la volatilità registrata nel 2022, il mercato statunitense presenta secondo noi numerose opportunità a questo livello.

 

1 La ripresa economica statunitense nel contesto internazionale, U.S. Treasury, Benjamin Harris e Neil Mehrotra. Fonte: Haver Analytics, calcoli degli autori.

2Janus Henderson Investors, al 30 giugno 2022: https://cdn.janushenderson.com/webdocs/H050642_0822_Issue+35_ENGLISH.pdf

 

Glossario:

Inflazione/disinflazione: il tasso di aumento dei prezzi di merci e servizi in una economia. La disinflazione è un calo del tasso d'inflazione.

Titoli growth/investimento growth: Gli investitori growth puntano su società che a loro avviso vantano un forte potenziale di crescita. La crescita attesa degli utili è superiore alla media del mercato e potrebbe tradursi in un incremento del corso azionario. Vedi anche investimento value.

Copertura: Consiste nell'assumere una posizione di segno opposto in un titolo collegato, con finalità di gestione del rischio. Queste posizioni sono usate per limitare o controbilanciare la probabilità di subire perdite all'interno di un portafoglio. Possono essere usate diverse tecniche, tra cui i derivati. Una copertura contro l’inflazione è rappresentata da un asset o un investimento che dovrebbe mantenere o incrementare il suo valore rispetto al livello di inflazione nel corso del tempo.

Prodotto interno lordo (PIL): Il valore di tutte le merci finite e i servizi prodotti da un Paese in un determinato lasso di tempo (di norma un trimestre o un anno). Viene solitamente espresso in percentuale rispetto a un periodo precedente e misura l’attività economica di un Paese nel suo insieme.

Buyback: il riacquisto di azioni da parte di una società che riduce di conseguenza il numero delle azioni in circolazione. Ciò aumenta la percentuale di proprietà della società in capo agli azionisti esistenti. Rappresenta, tipicamente, un segnale di ottimismo della società verso il futuro e la possibile sottovalutazione delle azioni societarie.

Volatilità: Il tasso e la portata con cui il prezzo di un portafoglio, titolo o indice sale e scende. Se le oscillazioni di prezzo sono ampie, la volatilità è alta. Se le oscillazioni di prezzo sono più lente e meno ampie, la volatilità è più bassa. Una volatilità più elevata è indice di un maggiore rischio d'investimento.

Utile per azione (EPS): la quota dei profitti di una società attribuibile a ciascuna azione della società stessa. È uno dei parametri più utilizzati dagli investitori per valutare la redditività di un’azienda. Si calcola dividendo i profitti (al netto delle tasse) per il numero di azioni detenute.

Indice MSCI World ex US: un indice destinato a misurare la performance combinata del mercato azionario di titoli large e mid-cap nei paesi sviluppati ed emergenti, esclusi gli Stati Uniti.

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Informazioni importanti

I titoli azionari sono soggetti ad alcuni rischi, tra cui il rischio di mercato. I rendimenti varieranno in funzione degli sviluppi economici, politici e legati all'emittente.

I titoli growth sono soggetti a maggiori rischi di perdita e volatilità dei prezzi e potrebbero non realizzare il potenziale di crescita percepito.

I settori tecnologici possono essere significativamente influenzati dall'obsolescenza della tecnologia esistente, dai cicli brevi dei prodotti, dal calo dei prezzi e dei profitti, dalla concorrenza di nuovi operatori sul mercato e dalle condizioni economiche generali. Un investimento concentrato in un singolo settore potrebbe essere più volatile rispetto alla performance di investimenti meno concentrati e a quella del mercato nel suo complesso.

Il settore energetico può risentire in modo significativo delle fluttuazioni dei prezzi dell'energia e dell'offerta e della domanda di combustibili, della conservazione, del successo di progetti di esplorazione e delle normative fiscali e statali in generale.

La diversificazione non garantisce un profitto né elimina il rischio di subire perdite dall'investimento.

L'indice S&P 500® riflette la performance dei titoli azionari ad alta capitalizzazione statunitensi e rappresenta la performance generale del mercato azionario statunitense.

L'indice MSCI Europe℠ riflette la performance dell'azionario nei mercati sviluppati europei.

 

Queste sono le opinioni dell'autore al momento della pubblicazione e possono differire da quelle di altri soggetti/team di Janus Henderson Investors. Eventuali titoli, fondi, settori e indici citati nel presente articolo non costituiscono né fanno parte di alcuna offerta o invito all'acquisto o alla vendita.

 

Le performance passate non sono indicative dei rendimenti futuri. Tutti i dati dei rendimenti includono sia il reddito che le plusvalenze o le eventuali perdite ma sono al lordo dei costi delle commissioni dovuti al momento dell'emissione.

 

Le informazioni contenute in questo articolo non devono essere intese come una guida all'investimento.

 

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