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Investitori e perdita della biodiversità: spunti da un viaggio di ricerca

La perdita della biodiversità ci riguarda tutti e la finanza è chiamata a svolgere un ruolo chiave nel gestire questa sfida globale. Gli specialisti di investimenti azionari ed ESG di Janus Henderson hanno di recente condotto un viaggio di ricerca al Durrell Wildlife Conservation Trust. Bhaskar Sastry illustra una sintesi e riflessioni sui due giorni di visita.

Continuando a distruggere la natura, l'uomo taglia il ramo su cui è seduto poiché la protezione razionale della natura è anche protezione dell'umanità.

Gerald Durrell, scrittore e conservazionista

Nel 1959, Gerald Durrell fondò lo zoo di Jersey, la più grande delle isole del Canale tra Inghilterra e Francia. Il suo lavoro pionieristico e la sua missione di salvare le specie dall'estinzione proseguono attraverso il Durrell Wildlife Conservation Trust ("Durrell"), uno dei più importanti enti benefici mondiali per la conservazione. Durrell ha formato 5000 conservazionisti di 142 Paesi in tutto il mondo e il lavoro degli scienziati della conservazione di Durrell è all'origine del il 18% delle estinzioni di specie evitate. Il lavoro umanitario e sociale costituisce parte integrante del lavoro di conservazione e tutti i programmi di Durrell contemplano aspetti sociali perché la conservazione non può avere successo senza il sostegno delle comunità locali.

Janus Henderson è tra i sostenitori di Durrell e ha effettuato donazioni a favore dell'impegno di Durrell sul fronte della conservazione. Nel 2021 abbiamo finanziato le misure per proteggere la testuggine dal vomere del Madagascar, la più minacciata al mondo

testuggine minacciata. Il successo della conservazione si misura nell'arco di molti anni e quando Durrell si impegna in un progetto lo fa nel lungo termine. Intendiamo pertanto effettuare donazioni annuali a Durrell in futuro.

Allo scopo di beneficiare dell'esperienza e delle competenze di Durrell, Janus Henderson ha organizzato un viaggio studio di due giorni per conoscere il lavoro di conservazione svolto, le sfide comportate dalla perdita della biodiversità e il ruolo della finanza nella protezione della natura. I membri dei nostri team Global Sustainable Equities, Global Natural Resources, Global Technology Leaders, UK Responsible Income e Environmental, Social and Governance (ESG) Investment si sono dedicati ad approfondire la comprensione della perdita della biodiversità e del ruolo degli investitori nell'affrontare la sfida.

Perdita della biodiversità: una sfida enorme

Il primo giorno è stato dedicato alla portata della perdita della biodiversità e del degrado dell'ecosistema, nonché alla necessità di politiche di conservazione globali. A livello globale, un milione di specie vegetali e animali sono a rischio di estinzione1 e le popolazioni animali di tutto il mondo sono diminuite quasi del 70% in soli 50 anni2. Ciò rappresenta una tragedia per l'umanità3. La natura offre non solo benefici intrinseci sotto forma di benessere individuale, della comunità e sociale, ma anche enormi benefici finanziari estrinseci. Secondo il World Economic Forum, oltre la metà del PIL mondiale, pari a 44.000 miliardi di dollari USA, è costituito da attività che dipendono in misura moderata o elevata dalla natura 4.

La perdita della biodiversità e il cambiamento climatico hanno inoltre profondi meccanismi di interazione e sono in definitiva due facce della stessa medaglia. Impegnandoci a proteggere la biodiversità, proteggiamo gli ecosistemi e, in ultima analisi, il clima.

Malgrado ciò, in tutto il mondo stanno scomparendo specie essenziali e gli ecosistemi stanno crollando sotto i nostri occhi. Un ecosistema sano è come una torre Jenga in cui i singoli blocchi rappresentano specie diverse. Gli ecosistemi, come le torri Jenga, sono inizialmente robusti: in caso di rimozione di alcune specie (blocchi), il sistema continua infatti a funzionare. Tuttavia, se scompaiono troppe specie, crolla l'intera struttura.

Abbiamo discusso delle varie attività umane che hanno portato molte specie all'estinzione, in particolare a causa del cambiamento climatico, dell'uso del suolo e dell'inquinamento. L'impatto dell'attività umana raggiunge le parti più isolate della Terra. Un numero enorme di albatri nella remota isola di Midway, nell'Oceano Pacifico, sta morendo a causa della plastica ingerita. Secondo uno studio, entro il 2050 il 99% degli uccelli marini avrà probabilmente ingerito pezzi di rifiuti plastici indigeribili5. Le microplastiche da pneumatici, tessuti e altri prodotti entrano anch'esse nelle catene alimentari nelle acque di tutto il mondo, causando potenziali danni alla salute umana6.

Molte delle decisioni di acquisto dei consumatori in occidente e in Cina sono all'origine della deforestazione e dello sfruttamento delle specie nelle foreste pluviali tropicali e in altre parti del mondo. Un esempio è l'enorme domanda di palissandro tra i consumatori cinesi, che ha portato a una deforestazione insostenibile in Madagascar7.

Eppure i governi non intervengono. Si stima che circa 1.000 miliardi di dollari di denaro pubblico siano spesi in sussidi a settori economici che danneggiano la biodiversità: tale cifra è cinque volte l'importo speso per la protezione della natura 8. Durrell si concentra sulla sensibilizzazione in merito a questi trend preoccupanti allo scopo di modificare atteggiamenti e comportamenti. Tuttavia, il denaro necessario per finanziare le misure di conservazione è tristemente inadeguato.

Questi temi sono stati portati alla luce grazie a case study condotti in tutto il mondo che evidenziano alcune delle aree ecologicamente più importanti del pianeta - come sud-est asiatico, Brasile e Madagascar - in cui Durrell è più attivo:

  • Come l'enorme domanda globale di olio di palma ha causato una deforestazione su ampia scala a Sumatra e nel Borneo, con conseguenti impatti sugli oranghi, che ora sono a rischio di estinzione
  • Perché il numero di lemuri, manguste e varie altre specie delle foreste del Madagascar è diminuito a causa dell'impatto di povertà, governance debole, migrazione umana dovuta al cambiamento climatico e pressioni dei mercati globali delle commodity
  • In che modo la pesca illegale del totoaba nel Golfo della California ha messo in grave pericolo di estinzione la specie e un altro pesce, la vaquita. Totoaba e vaquita hanno sofferto a causa della domanda insaziabile - riconducibile alla medicina tradizionale cinese - per la vescica natatoria del totoaba. Alla luce di questo, il governo messicano ha vietato del tutto la pesca privando la comunità locale di pescatori di reddito e lavoro.
  • Una storia di successo che ha consentito di conoscere meglio soluzioni creative per riforestazione della foresta atlantica del Brasile, tra le quali l'uso di ponti sospesi naturali per collegare aree di foresta pluviale ancora intatta, per favorire la migrazione degli animali nelle foreste. Inoltre, come le telecamere e le tecnologie acustiche agevolano una maggiore comprensione del funzionamento degli ecosistemi, aiutando a recuperare popolazioni di uccelli e altre specie, tra cui la scimmia leonina nera, in pericolo di estinzione.

Finanza sostenibile

Il secondo giorno è stato dedicato al ruolo del settore finanziario nell'affrontare i rischi e le opportunità legati alla natura. Andrew Mitchell, un thought leader in tema di sostenibilità e vicepresidente della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD), ha spiegato l'importanza cruciale delle esternalità negative, riconducibili a quando la produzione o il consumo di un bene non sono incorporati nel relativo prezzo e comportano quindi un costo per terzi. L'economia tradizionale non ha preso in considerazione il costo che sosteniamo tutti per la perdita della biodiversità, il cambiamento climatico, l'inquinamento e altri impatti ambientali.

La TNFD si prefigge di supportare l'indirizzamento di flussi finanziari globali verso risultati positivi per la natura creando un quadro di rischi e informative di riferimento cui le aziende devono attenersi, analogamente alla Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) per i rischi climatici. Il quadro di riferimento è stato lanciato a giugno 2021 e include 35 rappresentanti del settore finanziario e societario che hanno contribuito alla sua evoluzione. Anche JHI fa parte del TNFD Forum. La versione finale del quadro di riferimento TNFD dovrebbe essere pubblicata verso la fine del 2023 e, qualora seguisse un percorso simile a quello della TCFD, potremmo aspettarci obblighi di rendicontazione in tema di biodiversità per le aziende, gli investitori e i proprietari di asset entro pochi anni.

Il concetto di materialità è rilevante per le discussioni sui rischi legati alla natura. La materialità è stata tradizionalmente intesa come un insieme di questioni finanziariamente rilevanti di cui un'azienda o un settore deve tener conto. La perdita della biodiversità è particolarmente rilevante per i produttori alimentari, ad esempio, in quanto potrebbe influire sui valori nutrizionali dei prodotti alimentari. La doppia materialità estende tale concetto e sostiene che le aziende dovrebbero gestire anche gli impatti avversi attuali e potenziali delle loro decisioni sulle persone e sull'ambiente. La materialità dinamica riconosce a sua volta che le problematiche possono diventare finanziariamente rilevanti nel tempo e pertanto ciò che oggi appare irrilevante sul piano finanziario può rapidamente diventare fondamentale sul piano economico domani, ad esempio con la pandemia COVID-19. La TNFD si basa sul concetto di "materialità in evoluzione", che è una combinazione di materialità doppia e dinamica.

Sono stati discussi vari parametri e approcci alla biodiversità, quali la metodologia Locate, Evaluate, Assess and Prepare (LEAP) della TNFD, il parametro Species Threat, Abatement and Recovery (STAR) dell'International Union for Conservation of Nature (IUCN) e la Corporate Biodiversity Footprint (CBF) di Iceberg Data Lab, un'azienda fintech. La standardizzazione di dati, metodologie e parametri sulla biodiversità è ancora in evoluzione, il che sottolinea l'importanza di restare all'avanguardia degli sviluppi sui rischi in tema di biodiversità. In qualità di membro del TNFD Forum, JHI supporta lo sviluppo di dati e parametri di biodiversità più accurati.

Oltre alle attività d'ufficio, il team ha avuto l'opportunità di visitare lo zoo, in cui sono tra l'altro osservabili oranghi, macachi, tamarini, tartarughe giganti, rane freccia, buceri e piccioni rosa.È stato così possibile osservare la teoria applicata alla realtà.Pur avendo già scritto in passato della perdita della biodiversità, vedere e ascoltare questi animali meravigliosi e unici ha portato la crisi in primo piano e sentire parlare dell'impegno straordinario profuso dai conservazionisti per salvare le specie in pericolo è stato per noi un bagno di umiltà.

Assegnare o non assegnare un valore

L'esperienza si è conclusa con una discussione all'aperto sui vantaggi e gli svantaggi dell'assegnazione di un valore alla natura, con tesi diverse proposte su entrambi i fronti. Assegnare un valore economico alla natura significa usare il linguaggio di chi ha potere. Per promuovere un cambiamento positivo per la natura, dobbiamo convincere i decisori politici ed economici a comprendere e apprezzare appieno le nostre dipendenze e il nostro impatto sulla natura. Ciò consentirebbe di valutare con maggiore accuratezza le minacce sistemiche comportate dalla perdita della biodiversità e dai danni agli ecosistemi. Diventerebbe così possibile definire parametri e obiettivi pertinenti e in linea con il ripristino degli ecosistemi da cui dipendiamo.

In effetti questa è la conclusione della Dasgupta Review, una relazione commissionata dal governo britannico, che chiede lo sviluppo di nuovi sistemi contabili che attribuiscano "misure" alla biodiversità e al clima nei bilanci dei Paesi e delle aziende. Secondo la Dasgupta Review, dovremmo sostituire la crescita del PIL con una misura di "ricchezza inclusiva" che consideri il capitale naturale, il capitale umano e il capitale prodotto, ponendo l'accento sul fatto che il capitale naturale deve essere protetto e incrementato nel tempo.

Tuttavia, per altri, ridurre la bellezza e il valore della natura a una serie di numeri non è sufficiente. Il valore per il nostro benessere di una passeggiata in un prato, del suono del canto degli uccelli o del profumo del caprifoglio è inestimabile, come la sensazione di essere innamorati o aver raggiunto l'obiettivo di una vita. Ciò nonostante, non riusciamo ad apprezzare la natura in un mondo in cui siamo sempre più lontani da essa, vivendo gran parte della nostra vita in modo virtuale davanti a uno schermo ed entro confini di cemento, acciaio e vetro.

Ci siamo chiesti se questo spieghi perché l'umanità abbia sistematicamente sottovalutato il valore della natura. Le poche voci che si sono levate contro la distruzione delle specie e degli habitat sono state soffocate dall'incessante marcia del progresso economico, dall'ascesa della tecnologia e dall'inarrestabile mercificazione di beni e servizi. La protezione della natura e la necessità di un'economia circolare sostenibile sono passate in secondo piano a favore di una crescita continua del PIL. Gerald Durrell un tempo ha affermato:

Gli animali e le piante non hanno nessuno che parli per loro, tranne noi, gli esseri umani che condividono il mondo con loro.

Riflettendo sul tempo trascorso a Durrell in un pomeriggio di sole, tra le grida di aiuto di una serie eterogenea di specie incantevoli ma in via di estinzione, siamo stati tutti d'accordo. Forti di nuove conoscenze e nuovi strumenti, ci siamo sentiti tutti in grado di contribuire alla protezione e al ripristino della natura nel miglior interesse del nostro pianeta.

 

Il team di Janus Henderson Investors con il Dr. Richard Young, Director of Conservation Knowledge di Durrell e Tim Wright, Conservation Training Manager di Durrell.

 

L'investimento all'insegna dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) o sostenibile considera aspetti che esulano dall'analisi finanziaria tradizionale. Ciò può limitare gli investimenti disponibili e tradursi in performance ed esposizioni diverse da quelle del mercato nel suo complesso, e potenzialmente più concentrate in alcune aree rispetto a quest'ultimo.

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Note

1 UN Report: Nature's Dangerous Decline 'Unprecedented'; Species Extinction Rates 'Accelerating' - United Nations Sustainable Development, maggio 2019.

2Animal populations worldwide have declined nearly 70% in just 50 years, new report says - CBS News, settembre 2020.

3Nature Is Speaking – Julia Roberts is Mother Nature | Conservation International (CI) - www.youtube.com/watch?v=WmVLcj-XKnM, ottobre 2014.

4Half of World’s GDP Moderately or Highly Dependent on Nature, Says New Report > Press releases | World Economic Forum (weforum.org), gennaio 2020.

5Midway Albatross an Icon of the Plastic Pollution Problem — Plastic Pollution Coalition, settembre 2015.

6Microplastics are in our bodies. How much do they harm us? (nationalgeographic.com), aprile 2022.

7The Rosewood Trade: An Illicit Trail from Forest to Furniture - Yale E360, gennaio 2019.

8The Little Book of Investing in Nature – Global Canopy, 2021.

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