Dopo la serie di sviluppi straordinari susseguitisi negli ultimi anni, il 2022 potrebbe essere un anno di normalizzazione grazie alla diffusione della crescita economica e alla persistenza di potenti temi secolari.

In sintesi

  • Diversi segmenti tecnologici – tra cui quello dei produttori di apparecchiature a semiconduttori – sono potenzialmente posizionati per beneficiare delle carenze a livello di catene di fornitura derivanti da riaperture economiche, realizzazione di infrastrutture produttive da parte di enti sovrani e e il trend di lungo termine della digitalizzazione dell'economia
  • La capacità della tecnologia di rivoluzionare i business model esistenti risulta ancora evidente – il settore fintech ne è un esempio recente – ricordandoci che il mercato è sempre dinamico.
  • Gli incrementi dei tassi d'interesse e il loro effetto sulla crescita globale rappresentano un problema per i titoli tecnologici ciclici e per quelli growth a maggiore duration a causa della potenziale pressione ribassista sulle valutazioni.

Secondo le vostre previsioni quali sono i temi destinati a influenzare maggiormente il settore tecnologico globale nel 2022?

Il 2022 si sta configurando come un anno di normalizzazione per il settore tecnologico. Negli ultimi 20 mesi, la tecnologia ha registrato un'accelerazione della digitalizzazione dell'economia globale, turbative storiche nelle catene di fornitura e un contesto di politica monetaria estremamente accomodante. Questi andamenti potrebbero cambiare nel corso dei prossimi trimestri. Alla luce del suo impatto su altri settori, la carenza di semiconduttori merita probabilmente la maggiore attenzione. Si registrano progressi sul fronte dello smaltimento degli ordini arretrati, ma è probabile che i produttori di chip non riescano a soddisfare gli ordini in sospeso prima del secondo semestre dell'anno. L'equilibrio è tuttavia un obiettivo in evoluzione data la robusta domanda secolare e ciclica di semiconduttori. Riscontriamo costanti fattori favorevoli per i chip avanzati che alimentano tecnologie innovative come l'intelligenza artificiale e per i chip di memoria e i microcontroller, diventati onnipresenti in tutti i settori.

Si teme che i segmenti protagonisti degli andamenti migliori durante la pandemia, quali software, pubblicità digitale e piattaforme social, possano avere difficoltà a superarsi. Riteniamo che tali business model rimangano avvantaggiati e che un confronto della crescita su due anni rispetto ai risultati del 2019 offra maggiori indicazioni. I titoli mega-cap congruenti con temi secolari interessanti mantengono valutazioni in linea con il mercato generale, anche se tali società presentano a nostro avviso un maggiore potenziale di tassi di crescita più elevati.

In quali settori prevedete di cogliere le opportunità più interessanti?

A nostro giudizio il settore tecnologico è posizionato per beneficiare di forze sia secolari che cicliche, la cui convergenza è osservabile nel complesso dei semiconduttori. Per ovviare alle attuali carenze e soddisfare la domanda che cresce parallelamente alla localizzazione delle catene logistiche, è necessario incrementare la capacità produttiva. A tale scopo sono fondamentali i produttori di beni strumentali che consentono la fabbricazione di chip. A mano a mano che le basi di clienti di tali aziende si ampliano, dovrebbero aumentare anche i proventi ricorrenti basati su servizi. Riteniamo inoltre che le TV connesse rappresentino un terreno sempre più fertile per la pubblicità digitale personalizzabile. Infine, stiamo solo iniziando a intravedere il potenziale rivoluzionario delle fintech e crediamo che molti segmenti del settore finanziario siano destinati a fruire delle efficienze intrinseche in business model e tecnologie di natura innovativa.

Quali sono alcuni dei rischi più sottovalutati?

I rischi a breve termine per i titoli tecnologici rientrano in due categorie: macro e settoriali. Per quanto riguarda i primi, la probabilità di incrementi dei tassi di interesse implica il rischio di errori nella manovra politica. Qualora le banche centrali attuassero interventi troppo repentini, potrebbero soffocare l'espansione economica, danneggiando soprattutto i titoli "growth ciclici", ossia i semiconduttori. Anche le società con caratteristiche di crescita secolare sarebbero a rischio poiché il valore dei loro flussi di reddito nel medio-lungo termine verrebbe sminuito da tassi di sconto più elevati. A nostro giudizio un rischio sottovalutato specifico per il settore è che le società che traggono vantaggio dalla disruption possano pagare dazio con la loro stessa moneta. Negli ultimi anni un numero senza precedenti di imprese e settori è stato sconvolto da stravolgimenti causati da aziende innovative. In considerazione del ritmo elevato di cambiamento, non è possibile escludere che i disruptors del passato non diventino a loro volta vittime della prossima ondata di innovazioni provocate da progressi tecnologici e nuove startup intraprendenti. Anche il rischio legato alla regolamentazione rimane in agguato. La Cina ha attuato un drastico giro di vite sul settore tecnologico in un solo colpo e i governi occidentali potrebbero in definitiva fare altrettanto, seppure in modo più graduale.

A vostro giudizio qual è il messaggio più importante per un investitore esposto (o che considera un'eventuale esposizione) ai titoli tecnologici nel 2022?

La tecnologia sembra dominare una percentuale sproporzionata dell'interesse per le società. Non si tratta di una coincidenza.Siamo convinti che le società tecnologiche, grazie alla capacità di creare maggiori efficienze in seno all'economia, genereranno una percentuale sempre più elevata degli utili societari e dei conseguenti rendimenti azionari a mano a mano che prosegue la digitalizzazione dell'economia globale. Il ritmo delle innovazioni intrinseche al settore può tuttavia causare un'elevata volatilità. Al fine di far fronte a tale contesto, riteniamo che gli investitori debbano attribuire estrema importanza alla gestione attiva e a un approccio equilibrato. Siamo del parere che la gestione attiva consenta agli investitori di massimizzare l'esposizione a tecnologie e imprese a nostro avviso destinate a generare utili nel lungo termine, sottopesando al contempo alcune società tradizionali impegnate ad affrontare cambiamenti e riduzioni di quote di mercato.

Il periodo attuale dimostra l'importanza dell'equilibrio. Al momento la tecnologia è destinata a beneficiare di fattori favorevoli di crescita di natura ciclica e secolare. Non è sempre così e i gestori dovrebbero avere presenti le forze destinate a ridefinire il settore nel lungo termine e il contesto attuale, che potrebbe essere favorevole per le aziende tecnologiche o comportare fattori sfavorevoli temporanei. Analogamente, gli investitori dovrebbero riconoscere le caratteristiche distintive delle società che evidenziano resilienza e di quelle che presentano opzionalità. Le società resilienti tendono a essere più mature e vantano flussi di utili costanti grazie ai quali sono in grado di far fronte a svariati contesti. Le imprese che presentano opzionalità sono in grado di offrire una crescita degli utili superiore alla media a mano a mano che si affermano in nuovi mercati e conquistano una maggiore quota in quelli esistenti.

 

Politica monetaria si riferisce all'insieme delle politiche di una banca centrale volte a influenzare il livello dell'inflazione e il ritmo di crescita di un'economia. Comprende il controllo dei tassi d'interesse e dell'offerta di moneta. Gli stimoli monetari consistono nell'aumento dell'offerta di moneta e nella riduzione del costo del denaro da parte di una banca centrale. Per stretta monetaria s'intende un intervento della banca centrale volto a ridurre l'inflazione e a rallentare la crescita dell'economia mediante l'aumento dei tassi d'interesse e la diminuzione dell'offerta di moneta.

Market GPS 2022

Previsioni dei Gestori di portafoglio

Come dovrebbero prepararsi gli investitori al 2022?

MarketGPS_Overarching_DARKslate