Dividendi globali in calo nel secondo trimestre a causa dell'apprezzamento del dollaro, ma la crescita sottostante è robusta

17/08/2015

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 17 agosto 2015

 
I dividendi globali sono scesi a $404,9mld nel secondo trimestre, un calo tendenziale del 6,7% pari a $29,1mld, stando ai dati dell'ultimo Indice Henderson Global Dividend. Si tratta del terzo trimestre consecutivo di ribassi, dovuti principalmente al rafforzamento del dollaro statunitense nei confronti delle altre principali valute mondiali.
 
 

 

Dati di sintesi

 

 
  • I dividendi globali sono calati del 6,7% (in termini nominali) a $404,9mld nel secondo trimestre, il terzo trimestre consecutivo di ribassi, principalmente a causa della forza del dollaro
  • Molto incoraggiante l'andamento dei dividendi sottostanti (rettificati per l'effetto cambio e altri fattori), in crescita dell'8,9%
  • Il secondo trimestre rappresenta il picco stagionale per l'Europa (Regno Unito escluso): i dividendi nominali sono diminuiti del 14,3%, soprattutto per via dell'euro debole
  • La crescita sottostante si è attestata a 8,6%, trainata da Italia, Paesi Bassi e Belgio
  • Gli USA restano il volano della crescita dei dividendi globali (+10% in termini nominali), mettendo a segno il sesto trimestre consecutivo di rialzi a doppia cifra
  • Il secondo trimestre rappresenta anche il picco stagionale per il Giappone; i dividendi si sono ridotti del 7,1% a causa dello yen debole, ma l'andamento sottostante mostra un impressionante aumento del 16,8%, grazie a payout ratio più generosi e una robusta crescita degli utili
  • I titoli finanziari quotati sulle varie borse mondiali stanno gradualmente aumentando i dividendi di pari passo con l'uscita dalla crisi
  • Le stime per il 2015 sono state innalzate da $1,13 a $1,16 trilioni alla luce del migliore andamento dei dividendi sottostanti
  • Si prevede una crescita sottostante del 7,8% e un calo dell’1,2% in termini nominali a causa della forza del dollaro

 

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L'euro, lo yen e il dollaro australiano si sono tutti indeboliti di un quinto e la sterlina di un decimo su base tendenziale. L'apprezzamento del dollaro ha ridotto il valore dei dividendi distribuiti durante il trimestre per un importo record di $52,2mld. LHGDI si è attestato a 155,1 al termine del secondo trimestre, in calo del 4% dal massimo di 161,5 dello scorso settembre.
 
 
D'altro canto, la crescita sottostante, che esclude l'effetto cambio, i dividendi speciali nonché le variazioni degli indici e delle tempistiche di pagamento, è migliorata di un confortante 8,9%.
 
 

 

Il secondo trimestre è dominato dall'Europa (Regno Unito escluso), pertanto l'andamento di tale regione incide considerevolmente sui risultati globali di tale periodo e risulta essere il principale responsabile della deludente crescita globale in termini nominali. Due terzi dei dividendi in Europa vengono distribuiti durante il secondo trimestre. Quest'anno si è registrato un calo del 14,3% in termini nominali (portando il totale a $133,7mld), pari a $22,3mld; la maggior parte dei paesi hanno visto ribassi a doppia cifra. Tutto ciò si deve quasi esclusivamente al significativo deprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro statunitense. Nel secondo trimestre l'effetto cambi è risultato negativo per $29,5mld, tra i maggiori impatti mai registrati. La crescita sottostante ha toccato quota 8,6%, un risultato formidabile per la regione. Italia, Paesi Bassi e Belgio hanno realizzato i maggiori progressi, sostenuti dalla solida performance dei finanziari. I finanziari europei hanno infatti innalzato considerevolmente i dividendi, con la tedesca Allianz in testa grazie a un più elevato payout ratio.
 
 
L'andamento incoraggiante di tale comparto si iscrive in un più ampio trend mondiale. Il conglomerato della logistica danese Moller Maersk ha distribuito lauti dividendi speciali. Per contro la Francia, solitamente il paese più generoso della regione, ha visto un rallentamento (crescita sottostante al 2,3%, -20,2% in termini nominali), soprattutto a causa della debolezza di Orange e GDF Suez. In Germania, i dividendi sono calati del 16,0% fino a $29,9mld, evidenziando però una progressione del 6,6% a livello sottostante. Una tendenza simile si è rilevata in Spagna (-24,4% in termini nominali, +6,0% di crescita sottostante). In Svizzera, i dividendi nominali sono caduti del2,4% a $17 mld per via della debolezza del franco svizzero. La crescita sottostante, tuttavia, si è attestata al 5,9%, e UBS ha dato un forte contributo al miglioramento dei dividendi distribuiti dai finanziari europei.
 
 
Ancora una volta, le società statunitensi hanno innalzato notevolmente i dividendi: pressoché tutti i comparti hanno corrisposto maggiori utili. Anche oltreoceano i finanziari sono cresciuti a ritmo sostenuto, con Bank of America e Citigroup a pagare dividendi cinque volte superiori. Si è registrata una crescita nominale complessiva del 10,0%, portando l'importo totale a $98,6mld e l'HGDI statunitense a un massimo storico di 186,0. Tali solidi risultati hanno contribuito al sesto trimestre consecutivo di rialzi a doppia cifra. Robusta anche la crescita sottostante, pari al 9,3%.
 
 
l secondo trimestre è tradizionalmente importante anche per il Giappone, in quanto rappresenta quasi la metà dei dividendi distribuiti durante l'anno. In termini nominali, essi sono calati del 7,1%, ma la crescita sottostante ha registrato un formidabile +16,8%, per un totale di $23,4mld. Tale risultato si deve al miglioramento degli utili e ai più elevati payout ratio. Le società giapponesi stanno rispondendo alle pressioni da parte dagli investitori e del governo affinché aumentino la quota di utili distribuiti ai soci (partendo da un livello piuttosto modesto rispetto agli altri mercati sviluppati). Analoga situazione si ravvisa, tra gli altri paesi, in Corea del Sud, dove i dividendi sottostanti sono aumentati del 37,4% su base tendenziale. Tra le aziende che si sono rivelate più generose si segnala Samsung Electronics.
 
 
In linea con quanto avviene ormai da tempo, ad aumentare di più i dividendi sono state le società tecnologiche, ma anche i finanziari hanno registrato un miglioramento annuale dello 0,3% in termini nominali, risultato di gran lunga superiore al calo del 6,7% a livello mondiale e che indica una sostenuta crescita sottostante. I finanziari corrispondono circa un quarto dei dividendi globali annuali, pertanto i progressi in tale comparto possono fare davvero la differenza per coloro che adottano una strategia di tipo income investing.
 
 
Sull'onda di una crescita sottostante così soddisfacente, Henderson ha innalzato le proprie attese per il 2015 di $29mld, stimando che i dividendi globali si attesteranno a $1,16 trilioni quest'anno: ciò rappresenterebbe un calo dell'1,2% in termini nominali, ma un aumento sottostante del 7,8%. La forza del dollaro statunitense nei confronti delle altre principali valute spiega la riduzione marginale in termini nominali.
 
 
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Il commento di Alex Crooke, Responsabile Global Equity Income presso Henderson Global Investors: “Sebbene il calo in termini nominali appaia deludente, esso cela aumenti fortemente positivi dei dividendi sottostanti. La forza del dollaro ha avuto ancora una volta un impatto considerevole sul trimestre, ma le ricerche da noi effettuate indicano che le fluttuazioni dei cambi tendono a compensarsi nel corso del tempo. Pertanto, gli investitori con un orizzonte più lungo non dovrebbero prestare loro grande importanza. A livello dei singoli comparti, conforta vedere le società finanziarie innalzare i dividendi di pari passo con il graduale passaggio a payout ratio più elevati. Tutto questo però non riflette tanto un nuovo boom a livello di utili distribuiti, quanto piuttosto un progressivo ritorno alla normalità.
 
 
“Gli Stati Uniti restano indiscutibilmente il volano della crescita dei dividendi globali, ma si ravvedono sviluppi positivi in diverse parti del mondo. In particolare, Europa e Giappone registrano costanti progressi: l'economia europea è in miglioramento, mentre a fare da traino nel paese del Sol Levante e altrove è l'aumento dei payout ratio da un livello di partenza storicamente basso. Ciò significa che la cultura dei dividendi si sta allargando a nuovi mercati, che si aggiungono ai paesi dove è già fortemente radicata la nozione di distribuire utili agli investitori azionari. Pertanto, coloro che adottano un orizzonte globale hanno a disposizione un numero crescente di opportunità in termini di income investing.”
 
 
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Gli investimenti internazionali comportano rischi specifici e una maggiore volatilità rispetto a quelli effettuati nel solo Regno Unito. Tali rischi comprendono oscillazioni dei cambi, instabilità economica o finanziaria, la mancanza di informazioni finanziarie puntuali o affidabili e sviluppi normativi o politici sfavorevoli.
 
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Informazioni per la stampa
Ufficio stampa Henderson: 020 7818 4222 / pressoffice@henderson.com
 
Metodologia
 
 
Ogni anno Henderson analizza i dividendi versati dalle maggiori 1.200 aziende in termini di capitalizzazione di mercato (al 31/12, prima dell'avvio di ciascun esercizio). I dividendi vengono inseriti nel modello alla data del relativo pagamento. I dividendi vengono calcolati al lordo utilizzando il conteggio delle azioni medio alla data del pagamento (si tratta di un'approssimazione, poiché nella pratica le società stabiliscono il tasso di cambio leggermente in anticipo rispetto alla data del pagamento) e convertiti in dollari (USD) al tasso di cambio prevalente. Laddove venga offerto uno scrip dividend, si presume che gli investitori optino per un pagamento al 100% in liquidità; in questo modo il dato relativo alla liquidità versata risulterà leggermente gonfiato, tuttavia riteniamo si tratti dell'approccio più proattivo per gestire gli scrip dividend. Nella maggior parte dei mercati ciò non genera differenze di rilievo ma su alcuni, in particolare quelli europei, l'effetto è maggiore. La Spagna è uno di questi. Il modello non tiene in considerazione il flottante, dal momento che mira a rilevare la capacità delle principali aziende quotate del mondo di versare dividendi, indipendentemente dalla relativa base azionaria. I dividendi relativi ai titoli che non rientrano tra i maggiori 1.200 sono stati stimati utilizzando il valore medio di questi pagamenti rispetto ai dividendi delle large cap per il periodo quinquennale (utilizzando come fonte i dati dei rendimenti indicati). Questo significa che sono stimati a una percentuale fissa del 12,7% dei dividendi globali totali delle principali 1.200 aziende; pertanto, nel nostro modello, hanno il medesimo tasso di crescita. Non è dunque necessario effettuare ipotesi infondate circa il tasso di crescita dei dividendi delle società minori. Tutti i dati grezzi sono stati forniti da Exchange Data International e le analisi sono state svolte da Henderson Global Investors.
 

Henderson Global Investors
Henderson Global Investors, interamente controllata da Henderson Group plc, è una società di asset management operante a livello globale, con una solida reputazione risalente al 1934. Henderson gestisce attivi per un valore di €115.9 miliardi (al 30 Giugno 2015) per conto di clienti nel Regno Unito, in Europa, nell'Asia Pacifico e nel Nord America, impiegando uno staff costituito da circa 900 persone in tutto il mondo. Tra i clienti figurano privati, banche private, distributori terzi, compagnie di assicurazione, fondi pensionistici, enti governativi e aziende. Agendo esclusivamente in qualità di gestore di investimenti, Henderson offre investimenti in titoli azionari, a reddito fisso e multi-asset, nonché in prodotti alternativi come private equity, titoli immobiliari e hedge fund.

 

 

 

Queste sono le opinioni dell'autore al momento della pubblicazione e possono differire da quelle di altri soggetti/team di Janus Henderson Investors. Eventuali titoli, fondi, settori e indici citati nel presente articolo non costituiscono né fanno parte di alcuna offerta o invito all'acquisto o alla vendita.

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