Dividendi in rapida crescita negli Stati Uniti, verso la prima flessione annuale in Cina

18/11/2015

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La crescita sottostante (che esclude le oscillazioni dei tassi di cambio e altri fattori di minore entità) è un’incoraggiante+9,0% in linea con il primo semestre dell’anno. L’indice HGDI ha chiuso il terzo trimestre a 156,3, in calo del 3,3% rispetto al valore massimo di 161,7 del settembre dello scorso anno.

Punti chiave

  • Dividendi globali in aumento del 2,3% (complessivo) nel 3° trimestre per 297,0 miliardi di dollari.
  • La crescita sottostante è un rapido +9,0% (in linea con il 1° e il 2° trimestre).
  • Nel trimestre prevalgono gli Stati Uniti, con dividendi in crescita del 23,4%, grazie a una distribuzione straordinaria da parte di Kraft.
  • Gli Stati Uniti riportano una crescita a due cifre consecutivamente da sette trimestri, in espansione in quasi tutti i settori.
  • La debolezza dei tassi di cambio globali ha rallentato la  crescita complessiva dei dividendi in tutto il mondo espressi indollari statunitensi, nascondendo l’andamento sottostante molto robusto dei mercati sviluppati.
  • La Cina delude e nel 2015 riporterà probabilmente il primo calo dei dividendi del Paese.
  • Hong Kong segue l’esempio della Cina a differenza di altri Paesi dell’Asia del Pacifico (Giappone escluso).
  • Le banche australiane continuano a distribuire dividendi generosi, ma con qualche preoccupazione per il capitale da parte dell'autorità di vigilanza.
  • L’Europa (Regno Unito escluso) e il Giappone riportano una flessione a causa dell’indebolimento delle valute, ma la crescita sottostante resta eccellente, mentre il Regno Unito fatica a tenere il passo.
  • Le stime 2015 sono state riviste al ribasso a 1.150 miliardi di dollari (10 miliardi in meno) a causa della debolezza della valuta e dei mercati emergenti. Il dato è del 2,0% inferiore al 2014 (in termini complessivi).
  • La crescita sottostante sarà notevole, del 9,5% nel 2015, ma nel 2016 Henderson prevede un rallentamento al 4,1%.

La debolezza dei tassi di cambio su scala globale ha rallentato la crescita complessiva in tutto il mondo, celando l’andamento sottostante molto positivo nella maggior parte dei mercati sviluppati. Non hanno ottenuto gli stessi risultati i mercati emergenti: i dividendi in Cina sono in calo nel 2015 per il primo anno in assoluto poiché il rallentamento dell'economia ha iniziato a gravare sugli utili e sulle distribuzioni di dividendi. I dividendi in Cina sono scesi del 2,1% rispetto all'anno precedente. China Construction Bank, che nel 3° trimestre ha distribuito le cifre più consistenti, ha registrato il peggiore incremento degli ultimi anni, mentre China Citic Bank ha persino cancellato la distribuzione dei dividendi. L’indice HGDI per la Cina è sceso a quota 284,1 dopo aver toccato nel 3° trimestre 2014 il livello massimo di 293,4.
 
Le imprese statunitensi hanno aumentato invece ancora i dividendi con una rapidità sorprendente, con distribuzioni in aumento in quasi tutti i settori. La distribuzione dei dividendi è aumentata del 23,4% (in termini complessivi) e si è attestata a 107,9 miliardi di dollari, un nuovo record per gli Stati Uniti. La distribuzione straordinaria per 9,8 miliardi di dollari da parte di Kraft a seguito della fusione con Heinz rappresenta quasi metà dell’incremento totale. È sorprendente anche la crescita sottostante del 10,0%, il settimo trimestre consecutivo con aumenti a due cifre. Le distribuzioni sono in aumento in ogni settore, esclusi minerario e tabacco. Tra le società minerarie, Freeport McMoran ha tagliato il dividendo a causa del tracollo dei prezzi delle materie prime. I dividendi in Canada sono scesi per il deprezzamento della valuta, con i settori petrolifero e minerario deboli, ma la crescita sottostante in Canada del 9,3% è migliore del previsto.
 
L’effetto Cina ha contagiato l’area Asia-Pacifico (escluso il Giappone), con un impatto sui tassi di cambio in Australia, Corea e Singapore che ha rallentato la crescita in dollari. I dividendi sono saliti del 3,3% soltanto a quota 45,7 miliardi di dollari nel miglior trimestre dell’anno per questa regione. Tuttavia, la crescita sottostante è stata del 18,8%. Le banche australiane rappresentano oltre i due quinti dei dividendi totali del paese, e nel 3° trimestre hanno continuato a prevalere, con le ingenti distribuzioni di ANZ, Westpac e NAB (tutte in dollari australiani). Il settore bancario in Australia continua a distribuire dividendi con generosità, nonostante qualche banca sia ricorsa a un’abbondante raccolta di capitali per rafforzare la situazione patrimoniale in risposta ai timori dell'autorità di vigilanza Australian Prudential Regulation Authority per i rischi sul mercato ipotecario.
 
Hong Kong segue l’esempio della Cina, riportando un risultato leggermente più positivo. I dividendi complessivi sono saliti del 2,8% (sottostante +4,4%) a causa di un nuovo taglio dei dividendi di China Mobile. In robusta crescita sia Taiwan sia Corea del Sud in termini sottostanti a fronte di un rapporto di distribuzione dei dividendi in aumento. Taiwan Semiconductor Manufacturing ha distribuito un dividendo record grazie al forte aumento del flusso di cassa.
 
Il terzo trimestre è stato il momento peggiore per l’Europa (Regno Unito escluso). Con soli 17,4 miliardi di dollari, la flessione complessiva del 13,1% è in linea col secondo trimestre e dipende principalmente dalla svalutazione dell’euro rispetto al dollaro. Nel complesso, l’Europa (escluso il Regno Unito) ha riportato una crescita sottostante robusta del 10,1%, ampiamente in linea col secondo trimestre, con grandi differenze tra paesi. L’indice HGDI nella regione è sceso a 111,2, sui livelli del 1° trimestre 2014, il segnale che la crescita dal 2009 è dell’11,2% soltanto in dollari. Gli investitori nei Paesi Bassi hanno registrato una crescita rapida dei dividendi, infatti ING e KPN hanno ricominciato a distribuire i dividendi quest’anno dopo aver superato qualche difficoltà finanziaria. Spagna e Italia hanno invece registrato il taglio dei dividendi da parte di imprese di alto profilo, tra cui Banco Santander e il colosso petrolifero Eni Spa. Il taglio di Santander riflette l’intenzione della banca di distribuire dividendi in contanti anziché attraverso la distribuzione di azioni che avrebbero avuto un effetto diluitivosu quelle esistenti,  mentre il caso di Eni Spa è la conseguenza diretta del calo del prezzo del petrolio. Bene la Francia, con dividendi in crescita del 5,5% su base complessiva (+12,3% sottostante). In Svizzera, Richemont riporta un forte aumento, +11% in dollari, per 858 milioni di dollari. I dividendi sottostanti in Svizzera sono saliti del 14%.
 
Il Regno Unito resta indietro rispetto ad altri mercati sviluppati, nell’indice prevalgono i titoli collegati alle materie prime globali e le banche tra cui Shell e HSBC: la crescita robusta delle società minori non basta a sostenere il totale del paese. In Giappone, la robusta crescita sottostante è stata mascherata dall'indebolimento dello yen.
 
A fronte di un rallentamento più pronunciato del previsto nei mercati emergenti e di valute globali più deboli, Henderson ha rivisto al ribasso le sue stime per il 2015 di 10 miliardi di dollari. Oggi prevediamo dividendi globali per 1.150 miliardi di dollari quest’anno, in calo del 2,0% (in termini complessivi), ma una crescita sottostante del 9,5%. La forza straordinaria del dollaro rispetto a tutte le principali valute spiega la lieve flessione del dato complessivo. Henderson ha presentato anche le stime preliminari per il 2016. Mentre Giappone e America del Nord sono ancora le regioni in più rapida crescita, mentre i mercati emergenti restano indietro, Henderson prevede una crescita dei dividendi (complessivi) del 2,4% a 1.180 miliardi di dollari,   un aumento sottostante del 4,1%.
Alex Crooke, Responsabile Global Equity Income di Henderson Global Investors ha dichiarato:
“Le grandi tendenze dei mercati finanziari globali si manifestano anche nei dividendi. La crescita nei mercati consolidati è più brillante poiché il settore finanziario è in fase di risanamento e i consumatori acquistano fiducia. Gli Stati Uniti sono un passo avanti agli altri e incrementano molto rapidamente i dividendi. Anche se il deprezzamento delle valute ha celato la crescita in altri paesi sviluppati, lo scenario sottostante è incoraggiante e crea una base solida per la crescita nel prossimo anno. Le oscillazioni valutarie tendono ad livellarsi nel più lungo termine, pertanto gli investitori non dovrebbero preoccuparsi delle attuali fluttuazioni nei tassi di cambio.
 
Il calo dei dividendi in Cina si è manifestato prima del previsto. Le distribuzioni dei dividendi da parte delle imprese cinesi sono quasi triplicate in sei anni, ma nel 2015 è probabile che assisteremo per la prima volta a un calo dei dividendi complessivi. Le società cinesi in genere collegano il rapporto di distribuzione agli utili, pertanto i dividendi non vengono ammortizzati nei periodi negativi come avviene in molti mercati più sviluppati. La Cina è al decimo posto al mondo in termini di distribuzione dei dividendi, pertanto il rallentamento pesa. Queste dinamiche ricordano agli investitori che la crescita rapida non può durare all’infinito, in ogni parte del mondo, negli Stati Uniti così come in Cina, e sottolineano il valore di un approccio diversificato su scala globale agli investimenti orientati alla generazione di reddito.”
 
 

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