Please ensure Javascript is enabled for purposes of website accessibility Multi-Sector Credit Asset Allocation Perspectives: Defensive carry amid asymmetric risks - Janus Henderson Investors - Italy Investor
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Multi-Sector Credit Asset Allocation Perspectives: Defensive carry amid asymmetric risks

Conflict in the Middle East has repriced markets, initially through rates moves but more latterly through credit spreads. Market moves have been orderly, predicated on a short conflict/resolution, but any escalation carries additional risks. Here we delve into the sectors and themes that are driving our asset allocation and security selection.

10 Apr 2026
4 minute read

Key takeaways:

  • Surging oil prices driven by the Iran conflict have reignited inflation concerns, but provided the conflict is short and inflation expectations remain anchored, certain central banks may favor ‘tough talk’ over restrictive policy.
  • Asymmetric downside macro risks cause us to favor high quality securitized credit, particularly residential mortgage-backed securities (RMBS) and asset-backed securities (ABS) that offer attractive short-duration carry.
  • Investment grade corporate bonds overcame a short-term hurdle as heavy Q1 supply was well absorbed, potentially setting up improved technicals. Across corporates as a whole, while yields and spreads have gapped wider, we are cautious to add risk until greater clarity emerges.

Heightened uncertainty favors selectivity over broad risk-taking

The conflict in the Middle East and its geopolitical and economic repercussions is dominating markets. Near term, the supply disruption to energy and key chemicals could affect headline inflation but the longer-term impact is still debated. For now, longer-term inflation expectations remain anchored, and this offers the prospect of central banks taking a more measured response to any price pressures. From a demand perspective, high oil prices raise costs for business and depress real incomes, potentially dampening growth in the economy. Offsetting this somewhat are targeted support measures across many countries, while in the U.S. tax refunds could support discretionary spending despite rising gasoline prices.

Yields across fixed income asset classes appear attractive relative to the past decade. In contrast, spread levels in many areas remain towards the tighter end of their ranges, even after recent widening has propelled them to more favorable levels.

We prefer the short-duration, high quality carry available in securitized credit over corporates, where spreads remain relatively tight and recent spread widening can largely be explained by sector-specific pressure. Within securitized we see opportunities in residential mortgage-backed securities (RMBS) given improved valuations and stable fundamentals, and asset-backed securities (ABS), given U.S. consumer resilience and attractive income levels in Europe.

Key to market direction will be how the conflict and any ceasefire/resolution unfolds. Against a backdrop of heightened uncertainty and asymmetric risks, we prioritize selective risk taking and security selection over macro calls or broad beta exposure. In our quarterly “Perspectives” document we share our views on the fixed income market and our quarterly asset allocation ranking. We highlight a timely chart to watch, explore relative value opportunities, and provide insight on our latest asset allocation scores by fixed income sub-sector.

IMPORTANT INFORMATION

Fixed income securities are subject to interest rate, inflation, credit and default risk. As interest rates rise, bond prices usually fall, and vice versa. High-yield bonds, or “junk” bonds, involve a greater risk of default and price volatility and can experience sudden and sharp price swings. Foreign securities, including sovereign debt, are subject to currency fluctuations, political and economic uncertainty and increased volatility and lower liquidity, all of which are magnified in emerging markets.

Securitized products, such as mortgage- and asset-backed securities, are more sensitive to interest rate changes, have extension and prepayment risk, and are subject to more credit, valuation and liquidity risk than other fixed-income securities.

Diversification neither assures a profit nor eliminates the risk of experiencing investment losses.

Queste sono le opinioni dell'autore al momento della pubblicazione e possono differire da quelle di altri individui/team di Janus Henderson Investors. I riferimenti a singoli titoli non costituiscono una raccomandazione all'acquisto, alla vendita o alla detenzione di un titolo, di una strategia d'investimento o di un settore di mercato e non devono essere considerati redditizi. Janus Henderson Investors, le sue affiliate o i suoi dipendenti possono avere un’esposizione nei titoli citati.

 

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Non vi è alcuna garanzia che le tendenze passate continuino o che le previsioni si realizzino.

 

Comunicazione di Marketing.

 

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    Specific risks
  • Gli emittenti di obbligazioni (o di strumenti del mercato monetario) potrebbero non essere più in grado di pagare gli interessi o rimborsare il capitale, ovvero potrebbero non intendere più farlo. In tal caso, o qualora il mercato ritenga che ciò sia possibile, il valore dell'obbligazione scenderebbe.
  • L’aumento (o la diminuzione) dei tassi d’interesse può influire in modo diverso su titoli diversi. Nello specifico, i valori delle obbligazioni si riducono di norma con l'aumentare dei tassi d'interesse. Questo rischio risulta di norma più significativo quando la scadenza di un investimento obbligazionario è a più lungo termine.
  • Il Fondo investe in obbligazioni ad alto rendimento (non investment grade) che, sebbene offrano di norma un interesse superiore a quelle investment grade, sono più speculative e più sensibili a variazioni sfavorevoli delle condizioni di mercato.
  • Alcune obbligazioni (obbligazioni callable) consentono ai loro emittenti il diritto di rimborsare anticipatamente il capitale o di estendere la scadenza. Gli emittenti possono esercitare tali diritti laddove li ritengano vantaggiosi e, di conseguenza, il valore del Fondo può esserne influenzato.
  • Un Fondo che presenta un’esposizione elevata a un determinato paese o regione geografica comporta un livello maggiore di rischio rispetto a un Fondo più diversificato.
  • Il Fondo potrebbe usare derivati al fine di conseguire il suo obiettivo d'investimento. Ciò potrebbe determinare una "leva", che potrebbe amplificare i risultati dell'investimento, e le perdite o i guadagni per il Fondo potrebbero superare il costo del derivato. I derivati comportano rischi aggiuntivi, in particolare il rischio che la controparte del derivato non adempia ai suoi obblighi contrattuali.
  • Se il Fondo, o una sua classe di azioni con copertura, intende attenuare le fluttuazioni del tasso di cambio tra una valuta e la valuta di base, la stessa strategia di copertura potrebbe generare un effetto positivo o negativo sul valore del Fondo, a causa delle differenze di tasso d’interesse a breve termine tra le due valute.
  • I titoli del Fondo potrebbero diventare difficili da valutare o da vendere al prezzo e con le tempistiche desiderati, specie in condizioni di mercato estreme con il prezzo delle attività in calo, aumentando il rischio di perdite sull'investimento.
  • Il Fondo può sostenere un livello di costi di operazione più elevato per effetto dell’investimento su mercati caratterizzati da una minore attività di contrattazione o meno sviluppati rispetto a un fondo che investa su mercati più attivi/sviluppati.
  • Le spese correnti possono essere prelevate, in tutto o in parte, dal capitale, il che potrebbe erodere il capitale o ridurne il potenziale di crescita.
  • Il Fondo potrebbe perdere denaro se una controparte con la quale il Fondo effettua scambi non fosse più intenzionata ad adempiere ai propri obblighi, o a causa di un errore o di un ritardo nei processi operativi o di una negligenza di un fornitore terzo.
  • Oltre al reddito, questa classe di azioni può distribuire plusvalenze di capitale realizzate e non realizzate e il capitale inizialmente investito. Sono dedotti dal capitale anche commissioni, oneri e spese. Entrambi i fattori possono comportare l’erosione del capitale e un potenziale ridotto di crescita del medesimo. Si richiama l’attenzione degli investitori anche sul fatto che le distribuzioni di tale natura possono essere trattate (e quindi imponibili) come reddito, secondo la legislazione fiscale locale.