
Resilient growth is supportive, but selectivity remains vital
US Q4 gross domestic product (GDP) growth in January is tracking well ahead of expectations from just a month ago. Looking ahead, we expect above-trend growth in 2026, supported by artificial intelligence (AI) driven capital spending (and productivity gains from AI adoption), deregulation, and the One Big Beautiful Bill (OBBB) tax package. The labor market appears to be in a “low hire, low fire” equilibrium, and recent data have been encouraging, though the US Federal Reserve (Fed) appears attentive to downside risks.
With inflation likely to fall – we soon start lapping tariff increases – the positive real yield on most fixed income asset classes should look increasingly attractive.
Spreads remain tight, but this environment should help keep them range bound for longer, increasing our confidence that we can “earn our carry” across many sectors. We intend to stay tactical in our asset allocation by taking advantage of potential sector dislocations.
We prefer securitized assets over corporates as they have lagged the broader move tighter and offer more room for further compression in addition to benefiting from comparatively higher carry. With government sponsored enterprises ordered to purchase US$200 billion of mortgage-backed securities this should prove supportive. In our quarterly “Perspectives” document we share our views on the fixed income market and our quarterly asset allocation ranking. We highlight a timely chart to watch, explore relative value opportunities, and provide insight on our latest asset allocation scores by fixed income sub-sector.
IMPORTANT INFORMATION
Fixed income securities are subject to interest rate, inflation, credit and default risk. As interest rates rise, bond prices usually fall, and vice versa. High-yield bonds, or “junk” bonds, involve a greater risk of default and price volatility and can experience sudden and sharp price swings. Foreign securities, including sovereign debt, are subject to currency fluctuations, political and economic uncertainty and increased volatility and lower liquidity, all of which are magnified in emerging markets.
Securitized products, such as mortgage- and asset-backed securities, are more sensitive to interest rate changes, have extension and prepayment risk, and are subject to more credit, valuation and liquidity risk than other fixed-income securities.
Collateralized Loan Obligations (CLOs) are debt securities issued in different tranches, with varying degrees of risk, and backed by an underlying portfolio consisting primarily of below investment grade corporate loans. The return of principal is not guaranteed, and prices may decline if payments are not made timely or credit strength weakens. CLOs are subject to liquidity risk, interest rate risk, credit risk, call risk and the risk of default of the underlying assets.
Bank loans often involve borrowers with low credit ratings whose financial conditions are troubled or uncertain, including companies that are highly leveraged or in bankruptcy proceedings.
Diversification neither assures a profit nor eliminates the risk of experiencing investment losses.
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Comunicazione di Marketing.
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- L’aumento (o la diminuzione) dei tassi d’interesse può influire in modo diverso su titoli diversi. Nello specifico, i valori delle obbligazioni si riducono di norma con l'aumentare dei tassi d'interesse. Questo rischio risulta di norma più significativo quando la scadenza di un investimento obbligazionario è a più lungo termine.
- Il Fondo investe in obbligazioni ad alto rendimento (non investment grade) che, sebbene offrano di norma un interesse superiore a quelle investment grade, sono più speculative e più sensibili a variazioni sfavorevoli delle condizioni di mercato.
- Alcune obbligazioni (obbligazioni callable) consentono ai loro emittenti il diritto di rimborsare anticipatamente il capitale o di estendere la scadenza. Gli emittenti possono esercitare tali diritti laddove li ritengano vantaggiosi e, di conseguenza, il valore del Fondo può esserne influenzato.
- Un Fondo che presenta un’esposizione elevata a un determinato paese o regione geografica comporta un livello maggiore di rischio rispetto a un Fondo più diversificato.
- Il Fondo potrebbe usare derivati al fine di conseguire il suo obiettivo d'investimento. Ciò potrebbe determinare una "leva", che potrebbe amplificare i risultati dell'investimento, e le perdite o i guadagni per il Fondo potrebbero superare il costo del derivato. I derivati comportano rischi aggiuntivi, in particolare il rischio che la controparte del derivato non adempia ai suoi obblighi contrattuali.
- Se il Fondo, o una sua classe di azioni con copertura, intende attenuare le fluttuazioni del tasso di cambio tra una valuta e la valuta di base, la stessa strategia di copertura potrebbe generare un effetto positivo o negativo sul valore del Fondo, a causa delle differenze di tasso d’interesse a breve termine tra le due valute.
- I titoli del Fondo potrebbero diventare difficili da valutare o da vendere al prezzo e con le tempistiche desiderati, specie in condizioni di mercato estreme con il prezzo delle attività in calo, aumentando il rischio di perdite sull'investimento.
- Il Fondo può sostenere un livello di costi di operazione più elevato per effetto dell’investimento su mercati caratterizzati da una minore attività di contrattazione o meno sviluppati rispetto a un fondo che investa su mercati più attivi/sviluppati.
- Le spese correnti possono essere prelevate, in tutto o in parte, dal capitale, il che potrebbe erodere il capitale o ridurne il potenziale di crescita.
- Il Fondo potrebbe perdere denaro se una controparte con la quale il Fondo effettua scambi non fosse più intenzionata ad adempiere ai propri obblighi, o a causa di un errore o di un ritardo nei processi operativi o di una negligenza di un fornitore terzo.
- Oltre al reddito, questa classe di azioni può distribuire plusvalenze di capitale realizzate e non realizzate e il capitale inizialmente investito. Sono dedotti dal capitale anche commissioni, oneri e spese. Entrambi i fattori possono comportare l’erosione del capitale e un potenziale ridotto di crescita del medesimo. Si richiama l’attenzione degli investitori anche sul fatto che le distribuzioni di tale natura possono essere trattate (e quindi imponibili) come reddito, secondo la legislazione fiscale locale.
