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Grafici per l'estate 2026

Questa estate le performance sono state da «blockbuster», sia in positivo che in negativo, mentre la possibilità di guadagni rapidi e apparentemente semplici continua ad attrarre gli investitori verso aree speculative del mercato. Nel suo ultimo approfondimento, Richard Bernstein, Global Head of Macro & Customized Investing, illustra cinque grafici che fanno chiarezza sulle dinamiche di creazione del credito, inflazione, crescita globale, leadership di mercato e performance delle asset class.

25 agosto 2026
5 minuti di lettura

In sintesi

  • La rapida crescita dell'indebitamento a margine rispetto a quello ipotecario e delle carte di credito segnala un'impennata della speculazione e potenziali rischi all'interno dei mercati finanziari.
  • La deglobalizzazione sta contribuendo a riaccendere le pressioni inflazionistiche, poiché i prezzi delle importazioni core salgono più velocemente dei prezzi al consumo core negli USA.
  • Le opportunità si stanno ampliando oltre i recenti leader di mercato, con una crescita interessante per le azioni globali e le asset class non statunitensi. ...azioni che hanno sovraperformato il venture capital negli ultimi cinque anni circa.

Quest'estate ha visto il ritorno dei film blockbuster. Abbiamo anche assistito a qualche performance "blockbuster", sia positive che negative, per gli investitori.

Ma le sirene dei rendimenti rapidi, apparentemente senza rischi e considerevoli sembra attirare i portafogli sugli scogli. Gli investitori potrebbero aver bisogno di mettere la cera nelle orecchie per bloccare il rumore (si noti il riferimento all'Odissea!).

Ecco cinque grafici da esaminare sotto l'ombrellone. Godetevi il resto dell'estate!

1) Il debito su margine sta crescendo più velocemente del debito ipotecario o delle carte di credito!

La teoria monetarista suggerisce che una creazione di credito anomala precede un apprezzamento anomalo dei prezzi. Tendiamo a pensare a tale regola nell'ambito dei prestiti bancari, dell'economia reale e dell'inflazione dei prezzi. Tuttavia, una creazione di credito anormale può anche portare a mercati finanziari anormali. Potrebbe essere questa la situazione di oggi?

Il debito su margine, come avvenuto durante altri periodi speculativi, sta crescendo considerevolmente più velocemente del debito delle carte di credito e di quello ipotecario.

Forse la Federal Reserve (Fed) dovrebbe considerare la possibilità di aumentare i requisiti di margine piuttosto che il tasso sui Fed Funds?

Figura 1: Crescita del debito su margine rispetto al debito ipotecario e delle carte di credito (giugno 1990 – giugno 2026)

Fonte RBA/JHI, Bloomberg Finance L.P. 

2) Gli Stati Uniti stanno importando inflazione!

Il nostro tema di lunga data sulla deglobalizzazione continua a manifestarsi nell'economia globale e sta ora contribuendo all'inflazione statunitense.

La globalizzazione è stata forse la causa principale della disinflazione secolare, poiché ha aperto i mercati e aumentato la concorrenza. La microeconomia di base afferma che l'aumento della concorrenza si traduce in prezzi più bassi e circa 30 anni di crescente globalizzazione hanno di conseguenza portato a una disinflazione secolare.

La deglobalizzazione sembra ormai ben avviata, il che significa che i mercati vengono chiusi, la concorrenza diminuisce e meno concorrenza si traduce in prezzi più alti.

Durante la globalizzazione, gli economisti suggerivano che gli Stati Uniti stavano «importando disinflazione» poiché i prezzi delle importazioni core aumentavano più lentamente dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) core statunitense. Oggi, è vero il contrario e gli Stati Uniti stanno importando inflazione. I prezzi delle importazioni core stanno crescendo più velocemente dell'IPC core.

Figura 2: Prezzi importazioni core a/a – IPC core a/a (dicembre 2011 – 18 agosto 2026)

Fonte RBA/JHI, Bloomberg Finance L.P. 

3) Puoi trovare crescita solo negli Stati Uniti. SBAGLIATO!!!

La storia favorevole per i titoli non statunitensi è stata a lungo quella che sono più economici dei titoli statunitensi, ma non c'era una storia di crescita convincente che accompagnasse questa sottovalutazione. Oggi ce n'è una.

Attualmente ci sono circa duecento società in tutto il mondo che hanno tassi di crescita degli utili a lungo termine proiettati pari o superiori al 25%. Il dato interessante è che solo una delle Magnificent 7 supera questo screening, e gli analisti ora prevedono una forte crescita secolare degli utili per le società nel mercato US più ampio, nei mercati sviluppati e nei mercati emergenti.

Il significativo sottopeso continuo degli investitori rispetto alle azioni non US suggerisce un'opportunità di investimento significativa.

Figura 3: ACWI - consenso sulle stime di crescita degli utili per azione a lungo termine>25%

Fonte: RBA/JHI, Factset, al 17 agosto 2026. ACWI = MSCI ACWI Index (All Country World Index). EPS=utile per azione.

4) La leadership di mercato è stata talmente ristretta che le azioni possono diversificare il portafoglio!

Un portafoglio composto da molti titoli avrà spesso una diversificazione sufficiente per mitigare il rischio specifico dei titoli, ma il beta è il rischio correlato al mercato che persiste anche nel contesto di un portafoglio ben diversificato. Un beta maggiore di 1,0 implica una volatilità maggiore rispetto a quella correlata al mercato complessivo e un beta inferiore a 1,0 implica una volatilità minore.

È estremamente raro avere titoli con beta negativi. Un beta negativo significa che un titolo sale quando il mercato scende e scende quando il mercato sale.

La recente leadership ristretta del mercato azionario, tuttavia, ha lasciato un numero quasi record di società con beta negativi. Ciò suggerisce che è possibile costruire un portafoglio azionario che diversifichi il rischio azionario!

A tutti questo sembrerà molto strano, ma si è verificato durante e dopo la bolla tecnologica ed è ancora vero oggi.

Figura 4: Numero di azioni nell'S&P 500® con beta inferiore a 0, beta mensile a 36 mesi (dicembre 1995 – luglio 2026)

Fonte RBA/JHI, Bloomberg Finance L.P.

5) Un grafico a cui pochi crederanno: le azioni non statunitensi hanno sovraperformato il venture capital negli ultimi 5 anni circa!

Gli investitori hanno investito sempre più nel venture capital a causa della significativa sovraperformance dell'asset class nell'ultimo decennio. Il livello di entusiasmo ci sembrava strano quando attori e atleti professionisti hanno iniziato a offrire i propri fondi di venture capital pur non avendo alcuna esperienza di investimento.  A quanto pare, i nostri sospetti erano giustificati.

Dal 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2021, il venture capital ha sovraperformato l'ACWI ex-USA. di oltre 7 volte. Questa massiccia sovraperformance ha spinto investitori istituzionali e individuali (e star del cinema e atleti professionisti) a preferire l'asset class.

Tuttavia, negli ultimi cinque anni circa, dal 31 dicembre 2021 al 13 agosto 2026, i titoli non US ...hanno effettivamente sovraperformato il venture capital!!

La performance delle asset class globali sembra cambiare in modo silenzioso.

Figura 5: Venture capital vs. azioni non-USA (31 dicembre 2016 – dicembre 2021)

 31 dicembre 2021 – 13 agosto 2026

Fonte RBA/JHI, Bloomberg Finance L.P. 

•Beta : misura la volatilità di un titolo o di un portafoglio rispetto a un indice. Se è minore di 1 indica una volatilità inferiore rispetto all'indice; se è maggiore di 1 indica una volatilità superiore.

L'indice dei prezzi al consumo (IPC) è un indice non gestito che rappresenta il tasso di inflazione dei prezzi al consumo negli Stati Uniti, come determinato dall'U.S. Department of Labor Statistics.

•FTSE DSC Venture Capital Index:  è concepito per monitorare le performance economiche lorde e le oscillazioni di valutazione del comparto statunitense del venture capital attraverso un portafoglio di settori di asset class correlati e quotati in borsa.

•MSCI ACWI ex USA Index:l'MSCI All Country World Index (ACWI) ex USA è un indice a ponderazione in base alla capitalizzazione di mercato aggiustata per il free-float, volto a misurare la performance del mercato azionario dei mercati globali sviluppati ed emergenti, escluso quello statunitense.

INFORMAZIONI IMPORTANTI

I titoli azionari sono soggetti a rischi, compreso il rischio di mercato. I rendimenti fluttueranno in risposta a sviluppi relativi all'emittente o politici ed economici.

La diversificazione non assicura un profitto né elimina il rischio di subire perdite negli investimenti.

I titoli esteri
sono soggetti a ulteriori rischi, tra cui oscillazioni valutarie, incertezze politiche ed economiche, aumento della volatilità, calo della liquidità e differenze negli standard di reporting finanziario e informativo, tutti amplificati nei mercati emergenti.

                                

Queste sono le opinioni dell'autore al momento della pubblicazione e possono differire da quelle di altri individui/team di Janus Henderson Investors. I riferimenti a singoli titoli non costituiscono una raccomandazione all'acquisto, alla vendita o alla detenzione di un titolo, di una strategia d'investimento o di un settore di mercato e non devono essere considerati redditizi. Janus Henderson Investors, le sue affiliate o i suoi dipendenti possono avere un’esposizione nei titoli citati.

 

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Le informazioni contenute in questo articolo non devono essere intese come una guida all'investimento.

 

Non vi è alcuna garanzia che le tendenze passate continuino o che le previsioni si realizzino.

 

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